Balletto di Milano
presenta

RED PASSION
musica di Massive Attack e Loreena Mckennitt

con
COMPAGNIA BALLETTO DI MILANO

coreografie Cristiano Fagioli e Cristina Ledri

disponibile anche con
LUCIANA SAVIGNANO

PRESENTAZIONE
Red Passion è un balletto di cui non avere paura, anche se travalica i confini della danza contemporanea e sfocia nel futurismo visionario. I corpi delle danzatrici forgiano dei simboli: il quadrato, metafora della materia (il numero quattro è somma di due braccia e due gambe) si alterna al triangolo, simbolo dello spirito (il tre è il numero dei princìpi divini di luce, calore e vita). I movimenti rappresentano l’evoluzione, dallo strisciare come il serpente che tentò Eva nell’Eden si passa alla costruzione della femminilità consapevole plasmata su un tornio immaginario; la “scultura” prende vita autonoma, emancipandosi da chi l’ha realizzata. Le musiche dei Massive Attack sottolineano bene il ponte tra fatica ed energia smisurata, permettendo alle ballerine in scena di dare sfoggio di impeccabile tecnica. L’assolo in un cerchio di lunare luce bianca incide per la purezza delle linee e la plasticità di ciascun gesto. Rosso e nero tornano in scena per spiegare la dualità tra creazione e distruzione, tra ordine e caos, tra intelligenza e cecità mentale, tra luminosità e buio. La donna è fuoco, è un vulcano in eruzione, ma è anche sovrana di una dimensione armonica di forme e dimensioni consapevolmente dominate. Si inserisce a questo punto un cammeo di stile classico in cui si esprime nella solista l’eterno femminino. Il passo a due successivo stilla un erotismo ancestrale, è il cercarsi per ricomporre l’unità perfetta. Meraviglioso il successivo “gioco di specchi”, introduzione a un momento di estrema dolcezza meditativa. La crescita spirituale richiede fatica, l’ascesa è vittoriosa se non si teme l’acrobatico tragitto da percorrere lungo una struttura che non ha appigli sufficienti per tutti; solo il lavoro, la volontà e l’innocenza d’animo regalano la leggerezza necessaria a conquistare la cima più alta, l’obiettivo apparentemente troppo lontano. Persino i saluti finali negano la stasi, concedendo agli artisti istanti di eccellente virtuosismo.
NOTE COREOGRAFICHE
La passione per una donna può scardinare tutti i valori in cui uno crede, perché la passione è travolgente, è una ricerca della sensazione emotiva e sensuale; lo stesso neoclassicismo che era un arte razionale, era purificata dalle passioni e fondata sui canoni di bellezza astratta. Attraverso il movimento e la capacità espressiva si può trasmettere la propria vitalità interiore, l’irrequietezza e le passioni. La passione è rossa e il rosso è amore e audacia, ma anche il simbolo della vita, della forza, la forza di cui ogni essere è dotato, un raggio carico di energia. Il padre della vitalità. Un colore semplice ma concreto, quasi come un canto nello spirito che sprigiona l’emozione e unisce due anime.
Cristiano Fagioli
CRISTIANO FAGIOLI
Il coreografo veronese Cristiano Fagioli ha solo 35 anni, ma vanta un curriculum davvero ragguardevole: dopo aver acquisito una solida formazione comprendente la tecnica classica, la contemporanea e la danza jazz, nel 1996 Fagioli ha studiato canto presso il CIM di Verona e, notato da Moses Pendleton e da David Parsons, si è poi trasferito a New York per frequentare il Broadway Dance Center e il Ballet Art; nel 1998 ha affinato ulteriormente il proprio talento a Parigi (La Cigale, Harmonik e Cité de Veron) e si è sentito finalmente pronto a fondare una compagnia con sede a Verona: è la nascita della Rbr Dance Company. In occasione dei Campionati del Mondo di Ciclismo organizzati a Verona nel 1999 Fagioli ha realizzato “Bicycle 2000”, che Rai Sport ha voluto replicare nel 2005 nel corso della diretta per la presentazione del Giro d’Italia. Il repertorio della Rbr Dance Company vanta la messa in scena di creazioni originali quali Bicycle 2001, Abyss, Showsystem, Cubico e Openspace, tutti allestimenti apprezzati a livello internazionale. Grazie alla fantasia di Cristiano Fagioli, premiata con ambìti riconoscimenti da parte dei critici, anche il mondo del marketing e della pubblicità ha aperto le porte all’arte coreutica: nel 2000 al Motor Show di Bologna per la promozione di una nuova automobile è stata scelta la coreografia Syncro, nel 2003 il marchio Ariston si è identificato in Six Elements e Spidi ha affidato a Fagioli la regia di un’importante sfilata a Vicenza. Nel 2004 è stata Yamaha a chiamare il giovane veronese per firmare un passo a due eseguito alla convention aziendale svoltasi a Rodi, mentre nel 2005 Just Italia ha voluto quattro quadri coreografici simboleggianti gli elementi naturali (aria, acqua, terra e fuoco) e la Glaxo ha chiesto di tradurre in passi di danza le coinvolgenti note della canzone One degli U2. La più recente opera di Cristiano Fagioli, nominato direttore artistico di “Promozione Danza - Provincia di Padova”, è lo spettacolo Red Passion, commissionato da Carlo Pesta per il Balletto Balletto di Milano.
INTERVISTA A CRISTIANO FAGIOLI
Red Passion è un balletto spiazzante, a partire dal titolo… Sì, è così. Il termine “Red”, cioè “rosso”, rimanda indiscutibilmente alla passione; il balletto è una fusine fra “uomo” e “donna”, un richiamo alla filosofia platonica e dunque alla leggenda che racconta che in origine l’uomo e la donna costituivano un’unica entità; la separazione dà luogo ad una serie di dualismi che tuttavia non precludono l’ascesa alla pura bellezza, con Eros quale mediatore tra mondo sensibile ed intelligibile. Perché ha scelto la musica dei Massive Attack? In realtà il motivo è semplice: mi piace moltissimo lo stile della band inglese. Per Red Passion ho scelto la colonna sonora del film Danny The Dog diretto da Louis Leterrier, ma non c’è alcuna relazione tra il balletto e il lungometraggio. Lo spettacolo non sviluppa una storia; qual è il filo conduttore di quaranta intensissimi minuti di danza? L’emozione di visionare una galleria di quadri viventi, di fronte ai quali lascio che ciascuno spettatore dia un’interpretazione personale come se stesse leggendo una poesia. Red Passion è un tributo al gesto espressivo, è amore e audacia. Dove trae ispirazione per le sue coreografie? Sono un istintivo, ho bisogno della totale liberazione dai limiti precostituiti. Memorizzo la musica alla perfezione e da quel momento lascio fluire l’immaginazione; cerco sempre di immedesimarmi nel pubblico, prestando attenzione ad evitare ciò che potrebbe risultare noioso. Provoco inserendo nelle coreografie elementi inaspettati, come sedie da ufficio, pannelli di stoffa e strutture metalliche. A proposito, cosa simboleggia la struttura allestita per la parte conclusiva del balletto? Indica la fatica per raggiungere la vetta; solo uno su mille ce la fa, come si suol dire. Ha parlato di istintività: vuole approfondire questo concetto? Posso fare un esempio concreto: il passo a due di Red Passion è stato costruito in un quarto d’ora. La mia musa è spesso Cristina Ledri, ballerina e direttrice artistica della mia compagnia, la Rbr Dance Company; dalle sue improvvisazioni nascono molte delle mie idee. Intervista di Sara Bordoni
IL BALLETTO DI MILANO La Compagnia Balletto di Milano, attiva nel mondo della danza da ben 22 anni, in questo ultimo periodo è andata sempre più affermandosi tra le realtà nazionali di alto livello, esibendosi con successo sia nelle numerose tournée italiane che nella consistente circuitazione estera per la quale va certamente sottolineata l’importanza della tournée al Bolshoij (1999, Tango … una rosa per Jorge Donn) dove per la prima volta una compagnia italiana ha avuto l’onore di esibirsi, ottenendo anche i personali complimenti dell’allora sovrintendente Vladimir Vassiliev, ai quali si sono unite le vivissime congratulazioni delle autorità (sia russe che i nostri Console ad Ambasciatore a Mosca) e quelle della stampa specializzata e non, di artisti e personalità del Bolshoij. Sempre nel 1999 la compagnia si è esibita con successo anche a Gorky nell’omonimo teatro, mentre nel 2000 ha effettuato tournée in Svizzera, in Francia e in Russia dove ha svolto nel mese di dicembre una tournée con la produzione “Primadonna: le eroine del melodramma”. Dal 2001 al 2004 il Balletto di Milano ha portato sulle scene “Traviata”, un’esclusiva trasposizione in balletto della famosa opera verdiana in occasione delle celebrazioni per il centenario della morte del grande compositore, con tournée in Italia, Inghilterra, Scozia e Irlanda e “La vie de Bohème”, balletto dedicato a Giacomo Puccini,. Attualmente il Balletto di Milano vanta un gruppo accuratamente selezionato, composto da elementi nel pieno della loro energia e vigore fisico, maturi dal punto di vista artistico e con alle spalle un'importante esperienza di palcoscenico in grado di coniugare ad una tecnica impeccabile notevole versatilità e indubbia capacità espressiva. Tra gli artisti e coreografi ospiti spiccano nomi importanti del panorama internazionale come Carla Fracci, Luciana Svignano ("D'Apres le Mandarin"), Oriella Dorella ("La Marchesa Von O." e “Traviata”), Alla Ossipenko, Serge Manguette , Marco Pierin, Alessandro Molin, Gheorghe Iancu, Loris Gay, Vittorio Biagi, Bruno Vescovo, Giuseppe Carbone (“Van Gogh”), Micha Van Hoecke e Denys Ganio ("Aspettando Godot"). Per la stagione 2004-2005 la compagnia si è avvalsa di due nomi importantissimi nel panorama internazionale: Ruben Celiberti in veste di coreografo e Grazia Galante, già stella di Bèjart, per il Balletto di Milano nel doppio ruolo di coreografa ed eccezionale interprete di “Bolero”. La stagione 2005/2006 è stata caratterizzata dalla produzione di "Amor de Tango", sublimazione dello spirito e della sensibilità che pervadono le musiche di Carlos Gardel e Astor Piazzola; la coreografia è firmata da Ruben Celiberti, responsabile anche dell’allestimento intitolato "900". Punto di svolta nella storia del Balletto di Milano è stata la nomina a presidente e direttore artistico di Carlo Pesta, dal 1998 al timone della compagnia. Conseguito il diploma come ballerino presso la Scuola del Teatro alla Scala di Milano e terminato un biennio di perfezionamento presso l’Accademia di Danza e Coreografia del Teatro Bolshoi, Carlo Pesta fece parte del corpo di ballo scaligero dal 1981 al 1990 avendo l’onore di danzare con grandi étoiles (Carla Fracci, Rudolf Nureyev, Natalia Makarova, Vladimir Vassiliev, Ekaterina Maximova, Fernando Bujones, Alicia Alonso), interpretare opere di alcuni fra i coreografi più famosi (John Field, Joseph Russillo, William Forsythe, Heinz Spoerli, Uwe Scholz) e di esibirsi in autentici templi dell’arte tersicorea quali il Metropolitan di New York, il Colòn di Buenos Aires e l’Opera di Berlino. Pesta ha ben coltivato i legami con la Russia, fatto che dal 1988 gli ha permesso di collaborare con compagnie di balletto classico (Teatro Bolshoi, Balletto di Mosca) e organici folkloristici (Sputnik Moisseiev, Armata Rossa). Nel 1989 Carlo Pesta fondò l’Associazione Culturale Arteatro, nel 1994 istituì il Festival Riccione Danza, nel 1998 iniziò ad esercitare la propria abilità manageriale a favore del Balletto di Milano e nel 2002 fu chiamato a coprire con successo inizialmente il ruolo di Direttore Artistico del Teatro Coccia di Novara e dal 2005 anche quello di Sovrintendente. “La nostra missione di artisti – ha dichiarato Pesta - è lavorare al meglio per il pubblico, allestendo spettacoli che non si rivolgono solo a un target limitato bensì sono in grado di attirare un pubblico eterogeneo. Scene, costumi, coreografia, musica e luci sono curati nei dettagli, supportando così ulteriormente l’alto livello del corpo di ballo”. Carlo Pesta ama tanto il grande balletto di repertorio quanto la danza contemporanea ricca di valore tecnico: per la stagione 2006/2007 il Balletto di Milano si propone infatti con l’emozionante “Red Passion”, commissionato da Pesta al valente coreografo veronese Cristiano Fagioli. Fra le ultime collaborazioni ricordiamo quelle con Bruno Vescovo e Fabio Molfesi in qualità di Maître de ballet. Maître de ballet coordinatore del corpo di ballo è Cristina Molteni, ormai da molti anni al seguito della compagnia, per la stagione 2007-2008 quali Maître de ballet e professeur il Balletto di Milano si avvale della preziosa collaborazione di Bruno Vescovo e Evgeni Stoyanov.