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È la vigilia di
Natale e il borgomastro di Norimberga si prepara a dare una grande festa
attorno all’albero di Natale con la moglie e i due figli Clara e Fritz.
Fra i tanti invitati vi è uno strano personaggio, Drosselmeyer, un po’
mago, un po’ giocattolaio, che ha portato con sé alcuni pupazzi meccanici
e uno schiaccianoci di legno a forma di soldatino, in regalo a Clara.
Fritz, invidioso del dono, lo rompe. Mentre la festa riprende Drosselmeyer
consola Clara aggiustando lo schiaccianoci. La festa giunge al termine,
gli ospiti prendono congedo, i bambini vanno a dormire e Clara, esausta
e felice per il dono ricevuto, si addormenta su una poltrona, stringendo
il suo schiaccianoci fra le braccia. Suona la mezzanotte e a questo
punto la realtà diventa sogno, la stanza e l’albero di Natale assumono
dimensioni enormi e Clara, proiettata in un mondo fantastico, si ritrova
minacciata da una torma di topi schierati in ordine di battaglia e capitanati
dal loro re. Improvvisamente lo schiaccianoci prende vita e, con l’aiuto
di un esercito di soldatini, si lancia in battaglia. Lo stesso schiaccianoci
sta per soccombere agli attacchi dei topi, quando un colpo di pantofola
ben assestato da Clara, mette fuori combattimento l’avversario del suo
beniamino. Come per magia, lo schiaccianoci di legno diventa uno splendido
principe che conduce Clara nel regno dei dolciumi. La stanza si trasforma
in un bosco magico e innevato, con tanti alberi addobbati a festa, dove
anche i fiocchi di neve danzano a tempo di valzer. È in questo paese
fatato che Clara fa la conoscenza di personaggi della fantasia, che
danzeranno per lei in un variopinto divertissement. La conclusione è
segnata dallo squisito Valzer dei Fiori, dopo il quale Clara si ritroverà
nella sua poltrona con il suo schiaccianoci in grembo, felice di questo
sogno di Natale. Ma Clara avrà sognato veramente?
NOTE
Dopo il successo della loro collaborazione nella "Bella addormentata",
Ciaikovskij e Petipa si accinsero a creare un nuovo balletto seguendo
il consiglio dell'instancabile principe Vsevloskij, che propose come
soggetto un racconto di E.T.A. Hoffmann: "Schiaccianoci e il Re dei
topi". Ciaikovskij, che già conosceva questa favola per bambini in cui
fantasia e realtà si confondono, non fu particolarmente entusiasta della
proposta; trovava la vicenda di impianto narrativo squilibrato e inadatta
al palcoscenico. Petipa seppe convincerlo del contrario. Dopo un inizio
faticoso, Ciaikovskij decise di sperimentare alcuni strumenti per bambini-trombetta,
tamburo, sonagli, cucù, richiami per uccelli, e un nuovo strumento musicale
da lui scoperto in un viaggio a Parigi: la "Celesta di Mustel", che
si affrettò ad associare ad uno dei principali personaggi del balletto:
La Fata Confetto. L'orchestrazione del balletto fu portata a termine
nell'aprile 1892, dopo il successo della "Suite", eseguita in forma
di concerto. Purtroppo però la salute dell'ormai settantenne Petipa
lo costrinse ad affidarne la coreografia al suo assistente Lev Ivanov,
artista noto per la sua sensibilità a l'acuta memoria musicale. Di fatto,
la prima del balletto al Teatro Mariinskj di San Pietroburgo fu siglata
da entrambi i coreografi ed ebbe gli elogi del penultimo zar di Russia,
Alessandro III. Da allora il balletto ha subito le più svariate modifiche
coreografiche e, nel 1934, fu per la prima volta eseguito in Occidente,
a Londra, dal Vic Wells Ballet. La prima italiana avvenne nel 1938 al
Teatro della Scala di Milano. Come molti dei balletti appartenenti al
periodo tardo-romantico, Lo Schiaccianoci, con la sua musica allegra,
sognante e divertente, attinge all'inesauribile ricchezza delle favole
per bambini: In esso però il fattore psicologico-sentimentale emerge
a tratti in maniera significativa, anticipando il balletto del '900,
con dei chiaroscuri che oscillano dal dorato mondo infantile ad una
freudiana interpretazione del primo amore.
NOTE SUL "BALLETTO
DI MOSCA "- LA CLASSIQUE
Fondato nel
1990, il Balletto di Mosca di Coreografia Classica - "La Classique",
annovera fra le sue file danzatori di notevole tecnica classico - accademica
provenienti dai maggiori teatri russi, dal Teatro Bolscioi di Mosca
al Kirov di San pietroburgo, da Kiev a Odessa e altri. Sempre molto
richiesto il Balletto di Mosca- La Classique ha recentemente entusiasmato
le platee di tutto il mondo con un internazionale tour di successo,
raccogliendo consensi ed ovazioni in paesi quali l'Egitto, Marocco,
Gran Bretagna, Francia, Spagna, Italia, Austria, Norvegia, Israele,
Thailandia, Taiwan, Cina , Giappone e Australia. Composta da 48 elementi
fra corpo di ballo, solisti e primi ballerini la compagnia, la cui direzione
artistica è affidata a Elik Melikov, vanta in repertorio i più famosi
titoli della tradizione tersicorea: Giselle, Il lago dei cigni, Don
Chisciotte, La bella addormentata, Lo Schiaccianoci, ecc…
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