Teatro e Società s.r.l.
presenta

LA ROSA TATUATA
di Tennessee Williams
traduzione di Masolino D'Amico

con
MARIANGELA D'ABBRACCIO
PAOLO GIOVANNUCCI


regia
Francesco Tavassi

La grande ondata di immigrazione, che da qualche anno sta investendo l'Europa, sollevando infinite contraddizioni nei giudizi, in bilico tra sentimenti di accoglienza umanitari e intolleranza; l'imbarazzo delle contrapposte parti politiche che di fronte ai fenomeni di disagio dei cittadini, un economia incapace di far fronte ai nuovi poveri, disoccupati, disadattati, immigrati, mettono "pezze" peroccupandosi soprattutto di non prendere posizioni impopolari e barcamenandosi, incapaci di dare risposte efficaci nell'ottica di una multietnia di razze, culture, religioni, tradizioni che sempre di più rappresenterà il nostro futuro, rappresenta indubbiamente un tema di estrema attualità .
In questo quadro, uno sguardo irriverente e divertito a come eravamo noi immigrati d' America, teneramente e comicamente espresso da Tennessee Williams ne LA ROSA TATUATA può forse aiutarci a ritrovare nel sorriso una visione lucida e serena del nuovo mondo che ci circonda.
I colori, gli eccessi le passioni di quella piccola comunità di meridionali che negli anni 50 occupa un piccolo villaggio americano, sono il fondo di una commedia straordinariamente umana concepita da un intellettuale anticonformista, attento a sfumature e a dettagli capace di penetrare con amore l'anima dei personaggi. Nulla da eccepire, dunque a quanto descritto così lucidamente da Williams ma per me meridionale, mettere in scena LA ROSA TATUATA rappresenta l'occasione di tradurre l'affettuosa critica in un ironica autocritica, misurare insomma se quello che egli vedeva di noi è veramente come noi siamo.
Intendo per questo affondare attraverso la comicità e la sapienza della napoletana Mariangela D'Abbraccio in ogni aspetto del nostro carattere, così umorale e appassionato, di svelarne sentimenti e contraddizioni. La scenografia rappresenterà un frammento di villaggio in continua trasformazione confusamente cosparso di elementi made in U.S.A. che mal si adattano ad una organizzazione delle cose tipicamente italiana. Si avvertirà di tanto in tanto lo spaesato arrivo di nuove famiglie di emigranti. Tutto, per quanto buffo e scanzonato, racconterà miseria e voglia di rivalsa.
Francesco Tavassi