Teatro Ambra Jovinelli
presenta

CONCHA BONITA
commedia fantastica in musica
libretto Alfredo Arias e René De Ceccatty
versione italiana Cerami & Piovani
musica Nicola Piovani


con
GENNARO CANNAVACCIUOLO
MAURO GIOIA
SANDRA GUIDO
ANTONIO INTERLANDI
SIBILLA MALARA
ALEJANDRA RADANO
GABRIELLA ZANCHI

e con

L' ORCHESTRA ARACOELI

All'inizio è stato un grande successo di pubblico e di critica prima a Parigi poi in tutta la Francia e nei festival europei più prestigiosi e nelle ultime due stagioni ha girato l'Italia: la versione italiana di Cerami & Piovani, "Concha Bonita", il musical di Nicola Piovani e Alfredo Arias.
Il Musical di Nicola Piovani e Alfredo Arias è uno spettacolo musicale di ispirazione europea, ma con forti radici sudamericane.
Concha Bonita è Pablo, anzi, "era" Pablo, di professione calciatore: l'incontro con la vita e i sentieri della sensualità e la cultura parigina lo hanno trasformato in Concha.
Partito dall'Argentina come Pablo, a Parigi diventa Concha, tanto avvenente da meritare il soprannome di Bonita. E inizia così la sua favola europea: fa strage di cuori, si assicura l'eredità di un vecchio ricco italiano; diventa una donna libera con una nuova, meravigliosa vita. Ma come tutte le favole, anche quella di Concha deve superare alcuni ostacoli. I suoi si chiamano Myriam e Dolly: la sua fidanzata che arrivate dall'Argentina a ritrovare il "vecchio" Pablo con una sorpresa, sua figlia …
L'idea di costruire uno spettacolo intorno al favoloso destino di Concha Bonita era da tempo nei progetti di Alfredo Arias e trovò la sua genesi iniziale con la messa in scena "en travesti" de Le serve di Jean Genet. Ma per la realizzazione di Concha Bonita, è determinante l'incontro con il compositore premio Oscar Nicola Piovani e la sua adesione al progetto.
Ne è nato uno spettacolo insolito, sospeso a metà tra la fiaba e la commedia, sulla scia di un concerto recitato, che individua un percorso musicale variegato: dal rock al tango, dal melodramma alla rumba, dalla zarzuela al mambo. Un felice connubio dunque, che ha permesso al regista attraverso il ricorso a stilemi semplici e popolari, tipici della commedia musicale, le variazioni su un argomento per sua natura delicato e sempre rischioso nel trasporto in scena, quale la sessualità, le sue possibili dinamiche di trasformazione e le implicazioni conseguenti dell'essere padre o madre.
Col grande messaggio finale del non avere paura a guardarsi dentro, perché - come dice Arias - "possiamo spingerci fino in fondo alle nostre fantasie, senza creare catastrofi nella vita di nessuno, trovando nuove strade per gli affetti e rispettando l'innocenza degli altri". Sulla scena un cast di eccellente bravura e gli straordinari musicisti dell'Orchestra Aracoeli.