Teatro Ambra Jovinelli
presenta

IN MEZZO AL MARE
di Mattia Torre

con
VALERIO APREA

regia
Mattia Torre

IN MEZZO AL MARE è la storia comica e disperata di un uomo che, chiamato a rilasciare una testimonianza in tribunale e "spiegarsi" di fronte a un giudice, realizza di non capire niente, né di sé, né del mondo che lo circonda. In un'epoca incentrata sulla comunicazione, dove tutto deve essere chiaro e comprensibile, il nostro protagonista è in balia delle onde: Elena, il ping-pong, i matrimoni sono per lui elementi di una partita, e di una testimonianza, dalla quale sembra difficile uscire indenni. Un monologo comico e disperato questo di Mattia Torre, buon biglietto da visita per un programma dedicato alla giovane drammaturgia italiana. Si sente perso, come su una zattera in mezzo al mare, in balia dei flutti, quest'uomo che prima si confessa davanti a un medico, poi testimonia a un processo per un incidente stradale, ritrovandosi imputato. Si tortura le mani, fa sogni inutili (persino quello di dormire), vede ovunque una donna conosciuta fugacemente, è impacciato, ma sicuro nel proclamare di non capire nulla, ma proprio nulla del mondo che lo circonda, delle persone, del concatenarsi degli avvenimenti, di cui resta inesorabilmente vittima. Torre ha costruito una doppia confessione con sorpresa finale in un ansioso riempire di parole i vuoti ("esagero per sopravvivere") sapendo bilanciare il mettere in berlina il suo personaggio e far ridere di gusto, con una vena più malinconica e di disfatta esistenziale, trovando in Aprea un ottimo interprete, che gli dona anche la giusta assurda, nevrotica verità psicosomatica, tra occhiate di sfuggita, stupori e timori.