Teatro Eliseo - Santo Rocco e Garrincha
presentano

I CAPITOLI DELL'INFANZIA
capitolo I– Antonuccio si masturba
capitolo II– Piccoli gesti inutili che salvano la vita

di e con
DAVIDE ENIA

musiche eseguite dal vivo GIULIO BAROCCHIERI e ROSARIO PUNZO

Artista fine, sensibilissimo…Davide racconta. Ma non solo. Evoca, interpreta, ripesca, trasfigura, rappresenta. Scrive parlando e viceversa, un po’ come Carmelo Bene…vive in prima persona, e ci fa vivere, una piccola rivoluzione.
Rita Sala , Il Messaggero

Capolavoro di infatuazioni e struggimenti adolescenziali, i primi 2 Capitoli dell’infanzia sono creati come “narrar cantando” sui 13 anni dei ragazzi palermitani…interpretati/somatizzati da uno straordinario Davide Enia.
Rodolfo Di Giammarco , La Repubblica

Storie semplici che vengono a galla a partire da un piccolo gesto, dal rumore della pioggia, dalla bocca di un adolescente che cerca di baciare “Labbra dorate”… Seduto su una sedia, Enia si contorce, piange, ride, si innamora, vola e con lui trascina gli spettatori.
Francesca De Sanctis , L’Unità …

Davide Enia racconta divinamente, accompagnato dai suoi fidi musicisti Rosario Punzo e Giulio Brocchieri.
Gianfranco Capitta , Il Manifesto

“I capitoli dell’infanzia sono il primo tassello di un ciclo di storie più ampio che accompagnerà l’intero arco della vita di tre fratelli. I capitoli dell’infanzia raccontano questo momento della loro età. La città che ìddi attraversano e s’insìgnano a conoscere è Palermo. Il più grande dei tre fratelli si chiama Angelino. Ha lo sguardo trafittìvu come una freccia, la curva delle labbra come la curva del fiume ed è bello come un agosto, e come agosto non ha pioggia accussì i suoi occhi non conoscono lacrime, Angelino che partirà per la guerra e che sul campo di battaglia morirà, due volte.Il mezzano è Antonuccio. Parla in sogno con il pesce squalo, sta scoprendo la sessualità ed è agli occhi di tutti caro e prezioso come un ricordo tanto dolce e segreto che si è disposti a morire pur di difenderlo. Il piccolo è Asparino, che osserva non soltanto con gli occhi, che da grande vuole abitare in una casa da dove si vede il mare e che desidera ardentemente abbracciare gli alberi, Asparino che diverrà il custode dei segreti dellacittà di Palermo. Loro zio è Concetto, un cieco che parla con gli uccelli e considera il piccione Pierino suo fratello di sangue. Fiore è la madre, che osserva con occhio di sfida il mare nero e oscuro che da sempre sta davanti Palermo e che le portò via, una notte d’inverno, Toti il pescatore, suo marito e padre dei suoi tre figli. Palermo è crocifissa da un sole impietoso, come i suoi abitanti. I suoi sette fiumi scorrono e raccontano ognuno una storia apparentemente diversa, come il dedalo di strade che percorrono le sue viscere intarsiandosi infine un unico arcano disegno ancora incompreso. E, nel sottosuolo, vive la Palermo dell’ombra, in tutto e per tutto uguale a quella di sopra ma rovesciata, ché per ogni città che si erge contro il cielo ne esiste una simmetrica fatta di vuoto e di pietra sottratta. E poi, inevitabile, c’è la guerra, che sempre arriva e sempre distrugge. Dentro (e fuori) tutto questo, vivono i tre fratelli. Chìsta è la loro storia.”
Davide Enia