SCHWEYK NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE
di Bertolt Brecht

con
JURIJ FERRINI
e gli attori della Compagnia Progetto U.R.T.


regia
Jurij Ferrini

Per il decimo anno di attività abbiamo pensato di riallestire in proprio una nuova versione dello spettacolo SCHWEYK NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE di Bertolt Brecht, irresistibile spettacolo comico e sarcastico che fu coprodotto nel 2001 con il Teatro stabile di Genova e che riscosse un tale successo da essere ancora oggi richiesto da tanti teatri. Le recensioni furono molto positive nell'accogliere questa edizione della celebre opera di Brecht: "Tutto scorre con comica agilità, pur nello stato di rischio, perché Ferrini è anche un protagonista coi fiocchi…" (Franco Quadri - La Repubblica) "L'allestimento convincente quanto divertente di Ferrini è forse oggi il miglior modo di allestire questo testo "storico" e/o "politico" di Brecht dopo il 2000…" (Margherita Rubino - La repubblica - pagina di Genova) "In Schweyk Ferrini trova un altro personaggio eccezionalmente nelle sue corde…" (Silvana Zanovello - Il secolo XIX) "Una messinscena scattante, divertente, intelligente e ottimi attori" (Paolo Lingua - La Stampa) Lo spettacolo offre una lettura dell'opera particolare, spogliandola di ogni politicizzazione e mostrando una particolarità della scrittura di Brecht che ad una prima lettura potrebbe sfuggire. La leggerezza. Come ripetere che nazismo e fascismo furono storicamente colpevoli di genocidi e guerre di aggressione senza ingenerare in qualcuno - per spirito di contraddizione - l'opinione contraria ? Non è meglio rendere anche le S.S. dei piccoli uomini feroci e buffi ? Non è meglio non elevare neppure a rango di ideologia quel cumulo di nefandezze teoriche e pratiche che furono propagandate e messe in atto dai nazisti e dai fascisti ? Nel mutuare da Hasek la semplicità di Schweyk, Brecht compie un vero miracolo poetico. Schweyk, parlando il "linguaggio degli schiavi", riesce a dire sempre la sua verità, dice tutto e il contrario di tutto, incanta con il suo ottimismo e la sua colossale aneddotica, sembra confuso e chiaro ad un tempo, sostiene una tesi e poi la demolisce, lasciando stupefatti e increduli persino i nazisti. Ma egli agisce così per solo istinto di sopravvivenza. Sotto l'inconsapevolezza di Schweyk si cela invece la astuta consapevolezza di Brecht che denuncia così l'assurdità e la ferocia di quel sistema di valori. Ecco il miracolo: ci sembra di veder coesistere in scena un tenero "sempliciotto" ed un grande intellettuale, Schweyk e Brecht. Intorno a lui poi, amici e nemici, tutti sembrano disegnati da Walt Disney. Baloun, perennemente affamato; Brettechneider, perseguitato dalle angherie di Bullinger; Prochazka, innamorato della signora Kopecka; Anna che si fa corteggiare da Baloun; una S.S. che vuole conoscere il suo destino, etc… Lo spettacolo vanta poi le musiche originali di Andrea Ceccon, grande artista genovese che spazia dalla musica al cabaret.