Politeama Mancini
presenta

IL MISANTROPO
di Molière

con
GABRIELE RUSSO
ANGELA DE MATTEO


regia
Gabriele Russo

La società borghese di oggi, i suoi vizi, le sue aberrazioni, il superfluo vissuto non come scelta di vita ma come unica possibilità della vita. L'ipocrisia, l'interesse e il tradimento che spesso si velano dietro i rapporti umani sono tutti temi di questa commedia tanto brillante nello schema drammaturgico quanto cupa nei significati. Risultato certamente non casuale di un autore che avrebbe voluto scrivere tragedie ed è diventato il più grande commediografo della sua epoca. Quest'aspetto sotterraneo che muove l'opera di Molière rende le sue commedie duplici e ambigue, la risata è sempre una risata amara, comica e tragica al tempo stesso, logica conseguenza di una società borghese messa a nudo nella sua corruzione. Moliere scrive il Misantropo fra il 1662 e il 1665, un periodo difficile della sua vita sia sotto l'aspetto privato che artistico, un periodo in cui il disagio accumulato in questi anni si riflette particolarmente nella scrittura dello stesso. Protagonista è Alceste, un ragazzo poco più che ventenne, un giovane che non riesce ad affrontare la società per quella che è, che cerca a suo modo di affermare e soprattutto di perseguire gli ideali nei quali crede. A costo di sembrare retorico e ridicolo afferma: "voglio che la gente sia sincera, e che nessuno, da uomo d'onore si lasci sfuggire una sola parola che non venga dal cuore". Un etica, dunque, da inseguire ad ogni costo. Il mondo ideale rincorso da Alceste rischia di diventare una trappola, la poca disponibilità al compromesso, l'intolleranza verso le ingiustizie lo rendono schiavo e vittima delle sue stesse convinzioni.