Komiko Production
diretta da Mimmo Esposito e Francesca Scarano
in collaborazione con
Augusteo Produzioni
presenta

MISERIA E NOBILTA'
commedia di Eduardo Scarpetta

con
FRANCESCO PAOLANTONI

con la partecipazione di
NANDO PAONE

e con
ANTONELLA CIOLI
IMMA VILLA
PATRIZIA SPINOSI
RICCARDO RADICE
PAOLA BOCCANFUSO
GIUSEPPE DE ROSA
MERCEDES MARTINI
FRANCESCO PROCOPIO
ANTONIO FERRANTE
LELLO RADICE
CARLO DI MAIO
FOFO' FERRIERE


regia
Armando Pugliese

scene BRUNO GAROFALO
costumi RAIMONDA GAETANI
musiche PAOLO COLETTA
disegno Luci GIANNI NETTI

Miseria e Nobiltà. Regia di Armando Pugliese, protagonisti, tra gli altri, Francesco Paolantoni e Nando Paone. La commedia ha debuttato in prima nazionale al Teatro Brancaccio di Roma inaugurandone la stagione 2007/2008. Miseria e nobiltà, racconta di una situazione ferma nel tempo. Si porta bene la sua età, ha più di un secolo: Napoli 1888-Napoli 2007. E' una farsa, e così la raccontiamo. Raimonda Gaetani ha voluto rispettare con precisione l'epoca, Bruno Garofalo ha costruito con linearità i due interni. Siamo noi che viviamo un secolo dopo. E che abbiamo vissuto e viviamo ancora in quel contesto sociale. Cosa possiamo dire? Che la fame e il disagio ci sono ancora? E' banale e scontato. E poi questa è una farsa. Una farsa ferma nel tempo. Il niente posseduto da Felice e da Pasquale è il niente di oggi. La ricchezza illusa di Gaetano Semmolone, detto fritto misto, è l'illusione di oggi. La scena del primo atto è vestita di grigio, piena solo del vapore di una pentola di acqua che bolle ma che non cuoce niente, perché niente arriva da queste giornate di lavori inventati, lo scrivano sotto al San Carlo e il salassatore che non trova più a chi tirare il sangue. Ci si ruba gli scarsi avanzi di un cibo racimolato con i "pegni". Quattro porte vuote, come bocche da sfamare, e le sedie in scena, dove sono accasciate le tre donne della "miseria", Concetta e Pupella, madre e figlia, e Luisella, l'amante. Un sottoscala. Il mondo guardato dal basso che più basso ci sono solo le cantine, o forse neanche quelle. Pupella aspetta le scarpe scamosciate di Luigino arrampicata su una sedia per vederle passare sul marciapiede. Quello le è dato di vedere. La situazione della fame arriva al punto dove tragedia e farsa hanno una linea sottile di confine. O muori, o ridi e vivi. E poi c'è la nobiltà, a casa di Semmolone, mura dipinte come la Cappella Sistina, vetri smerigliati, giardini in fiore, poltrone imbottite, servitori e campanelli. Semmolone era un cuoco, ma ora è cavaliere. Un arricchito, insomma, a cui tutti ci affezioniamo, perché lo comprendiamo. Gemma, sua figlia adorata, ballerina, balla sempre, Luigino, suo fratello, che rubacchia i soldi al padre e si fa perdonare con una barzelletta. Tutti sono allegri a casa Semmolone: lui perché crede di avere a casa i nobili, e i "miseri" perché facendo i nobili mangiano e giocano ad essere quello che non saranno mai. Poi c'è Bettina, col coltello in mano, perché è così che ha imparato a difendersi dai guai della vita. Si mischiano tra di loro, marito e moglie si ritrovano (Felice e Bettina), madre e figlio (Bettina e Peppiniello) si riabbracciano, Luisella viene a chiedere il conto della sua non posizione sociale (che modernità: una richiesta ante litteram di PAX), tutti girano per casa ubriachi di allegria, ed è questo "trenino" che rappresenta davvero questa Miseria e nobiltà: perché in fondo sotto tutti questi strati di vestiti e travestimenti ci sono uomini e donne di ieri e di oggi, affannati e in cerca della loro realizzazione.

Dalla miseria alla nobiltà della fantasia Il testo rivive con i nonsense di Paolantoni un Paone Don Chisciotte e le invenzioni di regia e scenografia …la lucida e persuasiva regia di Armando Pugliese… Ciò che costituisce un esempio probante di come, stavolta, appaiono perfettamente giustificate le modifiche del testo originale: in breve, per parafrasare il titolo della celeberrima commedia, alla miseria(ovvero all'asfissia) della visione ottocentesca della società fa da contraltare la nobiltà (ovvero la fantasia9 delle invenzioni teatralissime sciorinate nella circostanza. Per l'appunto sul piano del contrasto, d'altronde, si esaltano talune di queste invenzioni: vedi, tanto per diene una, il fatto che il ruolo di Pupilla, pallida e malnutrita, sia affidato a un'attrice di colorito e corporatura carnascialeschi. E al contrasto, invenzione nell'invenzione, s'accoppia poi una stilizzazione che riduce talaltri personaggi alla pura e semplice professione loro attribuita al plot: come accade per quella Gemma, ballerina del San Carlo, che esce dal suo perenne stato catatonico solo per camminare sulle punte. Si capisce, a questo punto, che il gioco conta molto sulle capacità e sulle caratteristiche espressive degli interpreti. E se Francesco Paolantoni (Felice) ripropone le sue inconfondibili tirate a rotta di colllo, intinte di un che sfocia in un autentico grammelot della balbuzie, Nando Paone (Pasquale) risponde con l'evidenza di un che, quando si cala nei panni del marchese Ottavio Favetti, chiama in causa la proverbiale sagoma di Don Chisciotte.Fra gli altri, tutti all'altezza del compito, citerei almeno Francesco Procopio (Luigino), Antonella Cioli (Luisella), Patrizia Spinosi(Concetta) e Imma Villa (Bettina). Il divertimento è assicurato. Enrico Fiore Da Il Mattino del 18 Dicembre 2007

"Miseria e nobiltà" Una storia partenopea
La versione teatrale diretta da Armando Pugliese, volutamente dimessa,affidata alla naivetè dell'interpretazione di attori veraci e messa in scena come nel retrobottega di un artigiano partenopeo. … gli ingredienti della farsa ci sono tutti:accapigliamenti tra femmine, Peppiniello maltrattato e impertinente che per un po' tiene testa a una madre non sua, Felice Sciosciammocca (Francesco Paolantoni) scrivano spiantato e le tante "macchiette" affidate al clan degli affamati, ai quali tocca nella casa dei nuovi ricchi, impersonare un drappello di aristocratici snob. Nando Paone con il ruolo del compare fedele e soverchiato "vien fuori" con vivezza. Il pubblico ride con puntualità, soprattutto nella seconda parte, grazie all'evidenza delle situazioni comiche e dei travestimenti.
Il Messaggero Del 17/11/2007

Con "Miseria e nobiltà" La modernità di Scarpetta
Ci sarà pure un motivo se una commedia come "Miseria e nobiltà" attraversa il tempo del teatro, senza perdere il suo appeal. Il segreto è nel gioco perfetto di situazioni e battute che Scarpetta costruì come sublime meccanismo d'intrecci tra affamati, in cannibalica sarabanda di cibi e sentimenti. In scena ora all'Augusteo, il gioco di poveri diseredati e nobili senza storia è affidato dalla regia di Armando Pugliese e ad una solida squadra d'attori, capitanata da Francesco Paolantoni e Nando Paone in perfetta adesione fisica ai loro personaggi. E affiancata da un gran numero di compagni, tra cui citeremo almeno Patrizia spinosi, Antonella Cioli, Francesco Procopio e Imma Villa. Tutti garanzia di divertimento. Belle le scene di Bruno Garofalo, divertenti i costumi di Raimonda Gaetani. Originali le musiche di Paolo Coletta.
Giulio Baffi Da La Repubblica Del 18 Dicembre 2007

Miseria poca, nobiltà tanta
Coraggiosi, audaci, bravi. Soprattutto bravi. Meritano applausi e complimenti i protagonisti di "Miseria e nobiltà" . …Il loro successo va sicuramente condiviso con il resto della compagnia e con il regista, Armando Pugliese , che ha saputo mescolare modernità, tradizione e tanta napoletanità. …Sul palco del Brancaccio si sono avvicendati quattordici attori, ognuno dei quali ha contribuito meravigliosamente alla riuscita della prima. Ottime le performance di Antonella Cioli, Imma Villa, Patrizia Spinosi,Riccardo Radice e Antonio Ferrante. Come da lodi sono le scene di Bruno Garofalo, i costumi di Raimonda Gaetani, le musiche di Paolo Coletta. …Miseria e Nobiltà targata Paolantoni - Paone è una commedia da vedere e gustare.
Daria Borriello Da Avanti! Del 15 Novembre 2007

Paolantoni moderno Sciosciammocca
...Lo sperimentato ed abile regista Armando Pugliese ha cercato, in effetti, di riatualizzare l'opera affidandosi alla verve di una maschera della comicità contemporanea, un coraggioso Francesco Paolantoni nei panni di Felice Sciosciammocca. …La fame sospinge tragedia e farsa verso una linea di confine sempre più evanescente, nell'eterna rappresentazione di una tragicommedia che non poteva non essere affidata alla comicità autoironica tipicamente napoletana.
Giuliano Caparra Da Il Roma Del 16 Dicembre 2007

SINOSSI MISERIA E NOBILTÀ
Nella Napoli di fine ottocento due famiglie di miserabili condizioni convivono in un basso. Pasquale, ex salassatore, con a carico la moglie Concetta e la figlia, Pupella, cade in miseria per lo sviluppo delle scienze mediche che vietano i salassi; Felice, scrivano, dopo essersi separato dalla moglie Bettina che aveva tradito, convive da sei anni con l'amante Luisella. Con Felice vive anche il figlio che ha avuto da Bettina, Peppiniello, un bimbo di otto anni che, stanco di essere maltrattato e affamato, scappa di casa e va a chiedere lavoro in casa di un signore che poi si rivelerà essere padre di Luigino, signorino innamorato di Pupella e intenzionato a sposarla. I due non riescono a guadagnare un soldo e condividono la miseria e la frustrazione di non poter sfamare la famiglia. Ma un giorno bussa alla loro porta il Marchesino Eugenio, figlio dell'ex proprietario del negozio di Pasquale, per offrire loro un lavoro semplice e ben pagato. Il giovane è innamorato di una ballerina, Gemma, figlia di un ex-cuoco che ha fatto fortuna; il problema è che i parenti del marchesino non acconsentirebbero mai alle nozze e il padre della ragazza non la lascia sposare senza il consenso della famiglia dello sposo: Felice, Pasquale, Concetta e Pupella dovrebbero fingersi suoi parenti nobili e dare il consenso per le nozze. Per Luisella non c'è nulla da fare: la zia del Marchesino, ultimo personaggio rimasto da interpretare, è gravemente malata ed è un anno che non esce di casa. Giunto il giorno stabilito, i quattro si presentano in casa dell'ex-cuoco che cade in pieno nel tranello. Felice rimasto solo nella sala da pranzo suona il campanello della servitù per chiedere un aperitivo, ma con sua grande sorpresa arriva Bettina che da anni lavorava in quella casa come governante della giovane Gemma. I due si riconoscono e ne nasce uno scontro: Bettina minaccia Felice col coltello per farsi restituire il figlio, ma Felice non sa dove possa trovarsi. Per togliersi d'impaccio Felice suona il campanello della servitù e arriva Peppiniello che proprio in quella casa aveva trovato accoglienza. Dopo alcuni chiarimenti i due si riappacificano. Nel frattempo si scopre che Luigino è fratello di Gemma e Pasquale acconsente al matrimonio con Pupella. Inoltre il marchesino scopre che suo padre, che gli negava il consenso alle nozze con Gemma, in realtà la corteggiava sotto falso nome e riesce così, minacciando di smascherarlo, ad ottenere il suo consenso. Luisella però, inacidita dal fatto di essere dovuta rimanere a casa digiuna, decide di rovinare la festa. Travestita da principessa si presenta in casa del cuoco chiedendo del marito…il principe di Casador. Ne segue uno scontro tra i quattro conviventi e Bettina. Il padrone di casa sentendo il trambusto accorre e chiede spiegazioni. Luisella svela tutto ma Gaetano Semmolone acconsente comunque alle nozze dei due figli, perdonando l'imbroglio ordito dal Marchesino Eugenio…

Note di Produzion
e Miseria e Nobiltà è tra i capolavori di Eduardo Scarpetta, una commedia allegra, divertente, che svolge due temi sociali di grande teatralità: la tragedia della miseria e il grottesco della nobiltà. E' stato detto che il primo atto è degno della firma di Molière e addirittura Benedetto Croce dedicò un saggio alla commedia. Riproporre un testo della comicità ottocentesca significa anche scontrarsi con la irriproducibilità del background presupposto alla creazione dell'autore, il cui tempo è naturalmente irripetibile nell'attualità. Ciò implica, più che mai soprattutto nel comico, la necessità perenne di riadattare un testo per renderlo fruibile al gusto del pubblico del tempo in cui la rappresentazione viene svolta. La renovatio risponde, inoltre, al fatto che il regista, riformulando il materiale di altro autore, diventa autore a sua volta e quindi modifica la stessa materia artistica per derivarne nuove forme del tutto autonome rispetto all'originaria. La Produzione ha affidato questo compito ad Armando Pugliese, un regista tra i più adatti alla riduzione in forma attuale di un testo della tradizione napoletana, per mettere in scena "MISERIA e NOBILTA' " nella stagione 2007-2008, le scene sono di Bruno Garofalo, i costumi di Raimonda Gaetani, le musiche di Paolo Coletta. Per la compagnia, intorno al protagonista Francesco Paolantoni, che sarà affiancato dalla partecipazione di Nando Paone, si è scelto di riunire attrici e attori con percorsi professionali anche diversi ma tutti con la voglia di cimentarsi con questo testo storico del repertorio tradizionale. Il teatro a Napoli si è retto sempre, oltre che sui grandi ed indiscussi nomi, su una folta schiera di nobilissimi attori che con la loro professionalità e bravura, sanno tener viva la tradizione della commedia napoletana con i suoi eterni quanto infallibili meccanismi. E' questo lo spirito dal quale parte questo progetto, con la voglia di proseguire e mantenere questa compagine artistica di sicuro valore e professionalità di cui la Komiko Production ormai si avvale da anni, miscelando e riunendo una Compagnia di attori provenienti da varie esperienze teatrali in un classico della nostra comicità.
Note informative sulla KOMIKO Production
La Compagnia Teatrale Komiko Production nasce nel 1997 da un'idea e dalla volontà di un gruppo di attori e tecnici di estrazione teatrale e cinematografica, con l'intento di realizzare progetti spettacolari diretti al più alto numero di persone possibile. La risposta del pubblico durante i primi dieci anni di attività della Compagnia, oltre a confermarne le scelte e i criteri, ne ha rafforzato gli intenti. Ma l'elemento essenziale che ha contraddistinto la Komiko sin dalla sua prima produzione è venuto a essere la qualità dell'allestimento, sostenuto innanzitutto dal livello artistico del cast e della regia. Lo spettacolo Miseria e Nobiltà di E. Scarpetta , che è stato in tournée nelle stagioni teatrali 2007/2008 e sarà nuovamente in programmazione nella stagione teatrale 2008/2009, è in coproduzione con Augusteo Produzioni.

Francesco Paolantoni
note biografiche
Nasce improvvisamente a Napoli il 3 marzo del 1956. Nel 1975 si iscrive alla scuola di Arte Drammatica del Circolo Artistico di Napoli; dopo essersi diplomato lavora per 11 anni alternandosi in ruoli diversi, spaziando tra Shakespeare a Goldoni, da Brecht a Scarpetta. Nel 1986 decide di dedicarsi al comico, scrivendo lo spettacolo Fame, saranno nessuno in coppia con Stefano Sarcinelli, messo in scena allo Zelig di Milano. Partecipa al festival Cabaret amore mio di Grottamare, classificandosi primo. Nel 1987 è il cupido di Indietro tutta e partecipa alla trasmissioe Fate il vostro gioco, Banane e Tiramisù (RaiDue) dove incontra Giobbe Covatta e Enzo Iacchetti; il sodalizio continua su Odeon Tv con Telemeno e Spartacus di cui è anche autore. Nello stesso anno ritorna in teatro con La gente vuol ridere, E fuori nevica e Killer, spettacoli dei quali è coautore insieme a Vincenzo Salemme. Nel 1992 partecipa al film Fatalità di Nini Grassa al fianco di Nino D'Angelo. Nel 1994 anima la trasmissione radiofonica A tutti coloro su Kiss Kiss Network, da cui è stato tratto un disco omonimo e che nel '95 riceve il Telegatto per il miglior varietà dell'anno. Inoltre partecipa al film di Mario Martone L'amore molesto e a Hotel paura di Renato De Maria. Nel 1996 entra a far parte del cast di Mai dire goal dove dà vita ai personaggi di Ruggiero De Lollis, l'improbabile attore di prosa, il superconcorrente Robertino ed il nonno virtuale a livello multimediale. Nello stesso anno porta in scena al Teatro Parioli la commedia Io e lui di cui è protagonista con Giobbe Covatta. Va in scena, inoltre, con lo spettacolo The school of the art of De Lollis, avvalendosi della collaborazione di Paola Cannatello. Il lungo tour, che porterà in tutta Italia, si protrarrà fino al 2000. Nel 1997 riprende Mai dire goal, rinnovandosi e inventando personaggi nuovi come Gino Ramaglia, cantante napoletano, il pizzaiolo per eccellenza Ciairo Boccia, il Mago Spacca, il nipote Benny Hill ed altri. Nel 1998 partecipa al programma televisivo Gli esami non finiscono mai, con Gina Lollobrigida, Giulio Andreotti e Teo Mammuccari. Inizia, inoltre, la collaborazione alla trasmissione Quelli che il calcio di Fabio Fazio, che continuerà fino al 2001. Nel 1999 è il protagonista del film Baci e Abbracci di Paolo Virzì; partecipa, inoltre, al film Tv per Raidue Solo per te e al film Terra bruciata di Fabio Segatori. Nello stesso anno è presente anche nel film a episodi, Tutti gli uomini del deficiente di Paolo Castella. Inoltre, il 31 dicembre partecipa a Millenium, la trasmissione di quindici ore per seguire in diretta lo scoccare della mezzanotte del nuovo millennio in oltre sessanta paesi del mondo. Nel 2000 è stato uno dei protagonisti del film Liberate i pesci di Cristina Comencini, per il quale è stato candidato al Nastro D'Argento come miglior attore protagonista. Inoltre, presenta Una città per cantare, lo speciale dedicato ai trent'anni di carriera di Ron. Esilarante il doppiaggio del pappagallo Garibaldi nel film La carica dei 102 - Un nuovo colpo di coda, di Kevin Lima, con Glenn Close e Gerard Depardieu. Nel 2001 si inizia con la divertente partecipazione al nuovo varietà di Rai Due, L'ottavo nano e si continua, sempre in tv, con la conduzione di Amici miei con Ron, Francesco De Gregori, Renato Zero. Nello stesso anno inizia un nuovo tour teatrale in tutta Italia, portando sulle scene lo spettacolo Killer scritto da Francesco Paolantoni e Paola Cannatello. Nel 2002 ancora al cinema, questa volta è coprotagonista del film Bimba - è clonata una stella, interpretato da Sabina Guzzanti e diretto dalla stessa attrice. Insieme a Gioele Dix e Neri Marcorè, è protagonista a teatro con Le confessioni del pene, di Anna Di Francisca. È testimonial, insieme a Fabio Fazio, della campagna pubblicitaria Quizzolotto Gold, con la regia di Gabriele Salvatores. Nel 2003 è protagonista nel doppiaggio di un'intera batteria di pentole magiche, del film animato di Maurizio Forestieri Totò sapore e la magica storia della pizza. Partecipa alla fiction per Raiuno Il segreto del successo di Massimo Martelli. In questo stesso anno ritrova, dopo tre anni, la collaborazione con Fabio Fazio, partecipando alla trasmissione Che tempo che fa, nei fine settimana di Rai tre. Si ritrova, inoltre, protagonista di un "caso nazionale", partecipa, infatti, all'unica puntata del contestato e sopresso Raiot di Sabrina Guzzanti su Rai tre. Nel 2004 è protagonista principale, insieme alla cantante Syria, di Jovinelli Varietà, uno spettacolo teatrale di Serena Dandini. Nel 2005/2006 doppio impegno teatrale con Che fine ha fatto il mio io? Scritto insieme a Paola Cannatello e con La concessione del telefono di Andrea Camilleri, (autore del libro da cui è tratta la trasposizione teatrale). Nello stesso anno è stato Virgilio, il professore di storia dello spettacolo, nella fiction Grandi domani, di Vincenzo Terracciano, andata in onda su Italia 1. Nel 2007 è l'ideatore e il conduttore della trasmissione in onda su Raitre "Anche se". Ritorna, inoltre, con lo spettacolo "La concessione del telefono" come protagonista, con un tour in tutti i teatri d'Italia, riscuotendo un'enorme successo di pubblico e di critica. Da novembre è in tournée con lo spettacolo "Miseria e nobiltà".

Nando Paone
note biografiche
Nando Paone inizia la sua professione nel 1974, a Napoli, lavorando in varie compagnie teatrali, tra le quali fa spicco l'ENTE TEATRO CRONACA di Mico Galdieri, gruppo nel quale lavora per cinque anni, interpretando una decina di commedie, in dialetto e non, tra le quali ASSUNTA SPINA e LA BUFFA HISTORIA DI CAPITAN FRACASSA... con Ida di Benedetto e Antonio Casagrande. Approdato a Roma nel 1976, viene scritturato in numerosi cast cinematografici: ricordiamo CARO PAPA', diretto da Dino Risi, film vincitore della Palma d'oro al Festival di Cannes nel 1979, in cui recita a fianco di Vittorio Gassman, che successivamente incontrerà in CAMERA D'ALBERGO di Mario Monicelli e ne IL TURNO di Pirandello, regia di Tonino Cervi. Da segnalare inoltre due film con la regia di Michele Lupo a fianco di Bud Spencer, LO CHIAMAVANO BULLDOZER, e BOMBER, che incontrano un notevole successo di pubblico, e ancora un'interpretazione con Marcello Mastroianni in DOPPIO DELITTO, per la regia di Steno. Successivamente Giorgio Capitani lo scrittura per due commedie all'italiana: TESTE DI CUOIO e VAI AVANTI TU, in quest'ultimo co-protagonista con Lino Banfi e Agostina Belli. Infine resta ancora da segnalare la sua partecipazione al film CELLINI: UNA VITA SCELLERATA, di Giacomo Battiato, dove interpreta il ruolo del tesoriere del Papa, al fianco di Max Von Sidow. Per la sua conoscenza dell'inglese e del francese incontra anche produzioni straniere, tra le quali l'anglo-americana di THE DAY CHRIST DIE, diretto da James Jones e l'italo-francese de I BORGIA diretta da Jean Jacques Annoud. Nel 1979 debutta in televisione al fianco di Fabrizio Frizzi in quello che resterà il primo vero varietà per ragazzi -IL BARATTOLO- che in quell'anno vincerà il microfono d'argento. Nel 1987 conduce un programma su RAI 2 dal titolo FARFADE e l'anno dopo si trova al fianco di JOCELYN, in contributo esterno per TANDEM. Tra l'80 e l'84 partecipa anche a varietà televisivi prodotti dalla RAI, come SOTTO LE STELLE, diretto da Giancarlo Nicotra e NIGHT AND DAY di Paolo Gazzara; prende parte agli sceneggiati televisivi, AEROPORTO INTERNAZIONALE e INVESTIGATORI D'ITALIA, quest'ultimo con Marisa Laurito, che affiancherà anche nel gennaio '94 in DONNE DELL'ALTRO MONDO su Canale 5. L'amore per il teatro lo riporta tuttavia a calcare le scene per tre stagioni consecutive nella compagnia di Luca de Filippo, diretto da EDUARDO, nelle commedie LA FORTUNA DI PULCINELLA di Altamura, LA DONNA E' MOBILE di E.Scarpetta e DITEGLI SEMPRE DI SI, di Eduardo, quindi nella cooperativa teatrale "Gli Ipocriti", portando in scena due testi di Manlio Santanelli L'ISOLA DI SANCHO, a Spoleto nell'86, e 1799, a Casertavecchia l'anno dopo, sotto la regia di Gianfranco de Bosio e Nello Mascia. Con la stessa cooperativa porta a compimento una trilogia di Raffaele Viviani, diretto da Ugo Gregoretti, Maurizio Scaparro e Armando Pugliese. Nel 1990 incontra ancora Luca de Filippo che lo dirige ne IL PIACERE DELL'ONESTA' con Umberto Orsini, quindi, sempre nella Compagnia del Teatro Eliseo, partecipa a IL MISANTROPO, regia di Patrick Guinand e LA BISBETICA DOMATA con Mariangela Melato e Franco Branciaroli, regia di Marco Sciaccaluga. Segue LA TEMPESTA, con la Compagnia di Glauco Mauri e Roberto Sturno, al Festival Shakesperiano di Verona nel 1995, dove interpreta il ruolo di Stefano, nella traduzione in napoletano di Eduardo. Nel 1992, insieme a Vincenzo Salemme ed altri colleghi è il socio fondatore della compagnia oggi conosciuta con il nome "CHI E' DI SCENA" che ha al suo attivo sette commedie scritte e dirette da Salemme, quattro delle quali prodotte dal Teatro Eliseo e trasmesse dalla Rai in prima e seconda serata, per "Palcoscenico", tra le quali spicca certamente per successo unanime di pubblico e di critica E FUORI NEVICA, commedia nella quale interpreta il ruolo del protagonista Cico. Con Salemme gira tre film: L'AMICO DEL CUORE (per il quale riceve il premio "Scrivere il cinema" come migliore attore non protagonista), AMORE A PRIMA VISTA e A RUOTA LIBERA, prodotti da Cecchi Gori. Concluso quindi dopo otto anni di collaborazione il sodalizio con Salemme, Nando Paone porta in scena DOLORI DI CORPO e UN UOMO A PEZZI, spettacoli attualmente in circuitazione nei Teatri di tutta Italia, scritti e diretti da Cetty Sommella, che ne è anche la protagonista femminile, e con la quale forma coppia artistica. Nel 2004/2005 prende parte in qualità di inviato "molto" speciale alla trasmissione di Canale 5 STRISCIA LA NOTIZIA. Nel 2006 prende parte allo show televisivo FAMIGLIA SALEMME SHOW in onda su RAI 1 e in seguito porta in scena insieme al collega La gente vuole ridere ancora. Sempre nel 2006 mette in scena Madama quatte solde di G. di Maio e la riedizione di I dolori del corpo con il nuovo titolo ANDATE CRESCETE E DIVERTITEVI.
Per ogni ulteriore informazione sul curriculum visitare il sito Internet www.quicampiflegrei.it alla voce Nando Paone.