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Uno spettacolo esilarante,
con l'energia di sei attori, che in un gioco al massacro raccontano
il mondo del teatro e i suoi retroscena. Vincitore del Premio Solinas
2004 come miglior sceneggiatura comica, diventerà entro il 2008 un film
prodotto da Atalante Film per le sale cinematografiche. Angelo Orlando,
autore e regista, noto volto della televisione, con lunghe partecipazioni
al Maurizio Costanzo Show e ad altre trasmissioni è un attore cinematografico
pluripremiato, di cui si ricorda il nastro d'argento a Berlino con "Pensavo
Fosse Amore e invece era un calesse" di Massimo Troisi.
Sinossi
Amore e menzogna.
Passione e fallimento. Un testo nel testo nel testo. Gli attori nel
loro ambiente naturale: il teatro. Sono in una scatola cinese che contiene
i loro sogni, i loro desideri e la loro vita. Casamatta Vendesi è il
testo che arriva da lontano. Un testo magico che contiene il segreto
del successo. Non si sa bene di cosa parli. Si sa solo che parla di
attori che mettono in scena una storia che si chiama Casamatta Vendesi
che a sua volta, è un testo che parla di un gruppo di attori che cerca
di mettere in scena un copione teatrale che si chiama Casamatta Vendesi.
Un testo stregato, pare che sia qualcosa d'irresistibile. Chi lo ha
messo in scena, in qualsiasi parte del mondo, ha sempre "svoltato!"
Di cosa parla? Lo squarcio aperto nel mondo delle prove, non lascia
intravedere neanche lontanamente di cosa si tratti. Forse è proprio
quello che sta accadendo in scena, durante le prove. Sono loro stessi
quel testo, eppure, esiste un copione, ma questo copione, nessuno lo
porta perché tutti quanti hanno già la memoria. Come hanno fatto questi
attori ad avere già la memoria di un testo che stanno provando da pochi
giorni? In due atti e sette scene, si snoda tutto il rapporto che lega
i personaggi ai loro interpreti: un gioco al massacro, ma anche un gioco
d'amore, di verità, dove l'onestà sembra l'ultimo ostacolo per arrivare
alla realizzazione finale. La macchina teatrale viene smontata e rimontata
in un insieme di entrate e uscite dai personaggi, ma alla fine, il gioco
non viene mai svelato. Le storie dei singoli attori si bloccano all'improvviso,
per lasciar spazio a confessioni ambigue che potrebbero essere le parole
sincere di attori, apparentemente sconfitti dal loro stesso lavoro e
perciò, dalla vita. Sei monologhi che spezzano il ritmo della storia
che man mano che si arriva all'epilogo, diventa quasi un thriller. Andare
in scena è come riuscire a realizzarsi nella vita. Il giorno della prima
assume carattere simbolico e sembra far aleggiare sulle teste di tutti
gli interpreti, il peso dell'insuccesso. Casamatta Vendesi diventa,
all'improvviso, uno spaccato di artisti alla deriva, ma dai quali traspare
l'amore disperato per il proprio lavoro. Sei personaggi come in un famoso
testo di Pirandello che però, non sono in cerca d'autore. Quello lo
hanno trovato, hanno pagato i diritti non si sa a chi e hanno un testo
tutto per loro. Le difficoltà arrivano man mano che la messa in scena
procede. Competizioni ed invidie malcelate, tradimenti che pendono sulle
teste di tutti, piccole menzogne e grandi omissioni che sembrano rallentare
l'approdo alla fatidica data della prima. Un regista che è anche lui
attore, in eterno conflitto con se stesso e col mondo intero, riesce
a trasmettere solo insicurezza, di cui però, gli altri attori si cibano
avidi. In un continuo girare attorno ad una storia che è uno specchio
per le povere coscienze degli attori-personaggi, in un crescendo di
paure, botte ed insulti, la disperazione sembra prevalere sui buoni
sentimenti, almeno fino a quando, come in ogni thriller che si rispetti,
la resa dei conti arriva improvvisa e letale, come uno shock che mette
tutti quanti di fronte alla più grande responsabilità per chi fa il
lavoro dell'attore, cedere allo spavento di non essere in grado di terminare
il miracolo delle prove e non riuscire ad approdare all'allestimento
finale. Lo spettro della ritirata compare sulle teste dei protagonisti
e anche del pubblico. Ritirarsi in tempo, per non vedere in faccia il
volto del fallimento e per evitare di misurarsi con la più grande paura
di un attore: guardare in faccia i volti degli spettatori e confessare
loro di non essere riusciti a montare lo spettacolo. L'ultima confessione
è ormai pronta, quella che dovrà fare il regista dello spettacolo al
pubblico in sala, il pubblico della prima, che si troverà costretto
a sentire parole di scuse che più o meno, potrebbero risuonare così:
" Scusateci, ma… non possiamo tradire così il nostro lavoro. Questa
sera abbiamo capito che le cose non vanno forzate. Le cose accadono
perché devono accadere e se qualcosa non accade non è detto che bisogna
farla accadere per forza. Purtroppo è andata così. Ci scusiamo ma per
onestà verso il nostro lavoro e per onestà verso tutti, non possiamo
andare in scena. Scusateci. Il nostro orgoglio e la nostra anima ci
vietano di salire sul palco e di dare inizio a qualcosa che non ha più
lo spirito con il quale è stata intrapresa!" Applausi o fischi non sarà
più importante perché nel momento del fallimento, ci si accorgerà che
lo spettacolo è stato già fatto.
PERSONAGGI
VALERIO fa il regista o meglio, vorrebbe farlo.
STEFANO avrebbe voluto fare lui il regista, ma non ha avuto il coraggio:
è roso dall'invidia e la sua invidia semina danno. Distrugge tutto,
trascinando gli altri verso la catastrofe e il molto probabile fallimento
dell'opera. Hanno come compagni di disastro, più o meno tutti i componenti
della compagnia, vera e propria Armata Brancaleone, che sono:
RUDI, trentottenne attore, ritornato in Italia, dopo tentativi patetici
a Los Angeles, tempi adombrati da storie che hanno il sapore di menzogna.
FULVIO, romano, il tipico attore che ama farsi le interviste da solo,
in ogni bagno che possa contenere uno specchio. PINA, ragazza piena
di dubbi, sempre pronta a mettere in discussione la sua vocazione.
FRANCESCA, anima fragile e dura allo stesso tempo: ama Cechov e soffre
per ogni provino che è costretta a fare, vittima di un conflitto antico:
arte o guadagno? TUTTI sognano il successo. Tutti fanno di tutto per
sfuggire al successo pur essendo disposti a tutto per ottenerlo.
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