Compagnia Sandro Lombardi
in coproduzione con Teatro Metastasio Stabile di Toscana
presentano

PASSAGGIO IN INDIA
commedia di Santha Rama Rau
dal romanzo di Edward Morgan Forster
traduzione di Sandro Lombardi

cast in via di definizione


regia
Federico Tiezzi

Passaggio in India è l'adattamento teatrale compiuto dalla scrittrice indiana Santha Rama Rau nel 1960 dell'omonimo romanzo di Forster, risalente al 1924. Il testo non è mai stato presentato in Italia. Da questa drammatizzazione, fatta con la supervisione costante e attenta dello stesso Forster, il regista David Lean trasse l’omonimo, spettacolare film. Con questo titolo, Federico Tiezzi torna a uno dei suoi autori prediletti, dopo aver realizzato, proprio di questo romanzo, una serie di letture radiofoniche alcuni anni addietro. Il dramma segue le vicende di due donne inglesi, negli anni venti, che visitano l’India nella speranza di capirne gli usi e le complesse tradizioni: la loro amicizia con un giovane medico musulmano sarà la chiave dell’India... Sullo sfondo della modesta città di Chandrapore e della vita dei funzionari inglesi in India, Forster “mette in scena”le due opposte e complementari tensioni del medico Aziz e della ragazza inglese Adela Quested verso i rispettivi ambienti. Animati entrambi dalle migliori intenzioni, ma sfavoriti dai pregiudizi dei loro mondi, i due non riusciranno mai a incontrarsi veramente. Metaforicamente l’India e l’Inghilterra non riusciranno mai a capirsi, a parlarsi. Attraverso una serie incresciosa e drammatica di disavventure, la loro conoscenza arriva a uno scandalo prima e a un processo poi:un conflitto che alla fine non avrà vincitori, ma solo vinti. Il conflitto tra due società costrette a convivere nel clima alienato del colonialismo è colto da Forster con ironia e finezza di sentimenti profonda. La parabola è più che mai attuale oggi, in un tempo in cui sempre più tutti ci troviamo a convivere e a doverci confrontare con tradizioni e culture diverse dalla nostra. Riprendere in mano un testo del genere, al di là della sua straordinaria efficacia, drammaturgica, costituisce uno spunto di riflessione importante sullo “scontro di civiltà”, permettendo al teatro di ritrovare il suo carattere civile, la sua vocazione politica.