CTB
Teatro Stabile di Brescia
Le Belle Bandiere
con il sostegno del Comune di Russi
presentano

HEDDA GABLER
di Henrik Ibsen

con
ELENA BUCCI
MAURIZIO CARDILLO
ROBERTO MARINELLI
SALVATORE RAGUSA
GIOVANNA RANDI
MARCO SGROSSO
ELISABETTA VERGANI



regia
Elena Bucci
con la collaborazione di
Marco Sgrosso

Dopo il Macbeth di William Shakespeare, della stagione 2005/2006, si ripropone il sodalizio tra lo Stabile Bresciano e la compagnia Le Belle Bandiere che porta sul palcoscenico un testo emblematico della drammaturgia ibseniana. Anime della compagnia Elena Bucci e Marco Sgrosso, che si confrontano in maniera personalissima con i classici (ricordiamo che Le smanie per la villeggiatura di Carlo Goldoni è risultato vincitore dei premi olimpici ETI del teatro 2007 quale migliore spettacolo). In Hedda Gabler di Ibsen l'ambiente borghese il paesaggio umano è ambientato in un clima apparentemente tranquillo, tra agi, comodità, fiori recisi, pianoforte, una collezione di pistole, un grande ritratto del padre di Hedda, il generale Gabler. Una coppia appena sposata ha davanti a sé un promettente futuro; una zia premurosa, un assiduo amico di famiglia, un uomo di genio che torna alla rispettabilità e al lavoro, dopo una vita dissipata, sono i protagonisti di un dramma che si sviluppa nell'arco di due giorni, separati da una notte inquieta. Scopriamo così che niente è quello che appare. Nella messa in scena diretta da Elena Bucci, lo spazio scenico, disegnato dalle luci di Maurizio Viani - otto sedie ed i quadrati concentrici disegnati a terra - fanno da cornice ad uno scontro tra personaggi che misurano il potere di uno sull'altro, secondo un codice raffinato ed ipocrita.

La Critica - Stralci
Elena Bucci costruisce uno spettacolo teso e fascinoso, sostenuto da un gruppo di attori affiatati Elena Bucci ha costruito uno spettacolo teso e fascinoso, ben sostenuto da un gruppo di attori affiatato e attento al ritmo della parola; sono tutti da ricordare a partire dalla stessa Elena Bucci e, accanto a lei, Marco Sgrosso, Maurizio Cardillo, Roberto Marinelli, Salvatore Ragusa, Giovanna Randi ed Elisabetta Vergani.
Francesco De Leonardis, Brescia Oggi, 9 gennaio 2008

Hedda Gabler
Un personaggio quello di Hedda, carico di fuoco, petrigno, suggestivo, come lo era quello di Lady Macbeth, che Elena bucci assume possedendo i mezzi e le tonalità giuste (tra il realistico e l'estetizzante) per stabilirne l'arroventata personalità. La sua interpretatazione a stare al centro di uno spettacolo che corre teso, veloce, senza divagazioni, sul filo di un grottesco leggero quanto feroce e che a trattim anche per via dei giochi mimici, ha la parvenza di un tragico balletto. Impaginato con molta raffinatezza dove nella scena volutamente vuota, nera e luttuosa, giocano bene le luci curate da Maurizio Viani e dove a imporsi è anche Marco Sgrosso che disegna assai finemente un Tessman ridicolo omuncolo e che con la Bucci ha collaborato all'allestimento.
Domenico Rigotti, Avvenire, 10 gennaio 2008

Il suggestivo Hedda Gabler di Ibsen, in un'ambientazione di oscuri ritratti, fra passi di danza e sfumate dissolvenze che avvolgono i personaggi nel loro destino
Questa rappresentazione è, ricca di spunti, corale, misurata negli equilibri dei personaggi, che si avvolgono in passi di danza mentre si sfidano con taglienti duelli verbali, muovendosi entro uno schema, riprodotto anche sul pavimento della scena, che assomiglia tanto allo schema sociale o ad una scacchiera su cui si gioca una partita prossima allo scacco matto, dove le pedine sono lì, che si muovono a ritmo insistito su poche tragiche caselle.
Renzo Francabandera, Aprile Online, 15 gennaio 2008

Hedda Gabler senza polvere
Il risultato è uno spettacolo ruvido, sotto l'elegante essenzialità della sua forma. (…) questa Hedda Gabler lascia sgorgare tutta la crudeltà della scrittura di Ibsen: la malignità dei personaggi, l'insopportabile esattezza del nostro ritratto, l'iprocrita sviluppo delle relazione e delle tendenze inespresse. Lo fa tenendo i personaggi in bilico,tra una naturalezza non convenzionale e un'espressività che toglie loro la maschera. Nella messa in scena delle Belle bandiere, questa galleria di personaggi, che si muove a scatti come in un carillon o un grande congegno ad orologeria, torna ad inquietarci.
Piergiorgio Nosari, L'Eco di Bergamo, 20 gennaio 2008

Una meschinità sovrabbondante
Ma Elena Bucci e Marco Sgrosso, nell'intenso spettacolo sottraggono Hedda al mondo della gente in carne e ossa, la spogliano di ogni residua connotazione naturalistica per proiettarla in un clima di febbrile astrazione.In tal modo si astengono dall'esprimere un qualsiasi giudizio morale sui suoi comportamenti. Renato Palazzi, Il Sole 24 ore, 13 gennaio 2008 Hedda, così dura e infelice A fare di Hedda Gabler un'opera straordinaria sono i silenzi, le sotterranee acidità, i pensieri nascosti e le parole inespresse, le apparanti sfumature di ridicolo e l'intreccio delle sue miserie morali.
Carlo Maria Pensa, Famiglia Cristiana, 20 gennaio 2008