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L'ALBERO
DELLA RIVOLTA con regia |
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Lo spettacolo prende spunto da una serie di interviste realizzate nel Comune di San Casciano V.P. nel centenario della CGIL per ricordare le lotte che portarono nel dopoguerra alla riforma dei patti agrari prima, alla revisione del contratto di mezzadria e all'abbandono delle terre poi. Il microcosmo è quello del Chianti ma, con tutte le dovute differenze, può essere esteso a tutto quel movimento che interessò soprattutto l'Italia centrale e che portò a profonde rivoluzioni sociali e culturali nel tessuto civile del nostro paese. Interviste dicevo, ma non solo. Una famiglia di mezzadri toscani attraversa un secolo di storia per raccontarci il mondo dal punto di vista degli umili, di coloro che hanno "fatto" questo nostro paese lavorando e lottando duramente. Le conquiste e le sconfitte del mondo contadino, fuori dalla visione idilliaca e folklorica della campagna toscana, ma dentro la vita vera, i problemi, gli amori i dolori, i lutti e le nascite, la crescita della coscienza politica e sindacale, la fantasia e il progresso materiale e umano. La narrazione è composta da testimonianze raccolte dalla viva voce dei protagonisti, i ricordi di un secolo, un omaggio a quella parte del mondo del lavoro che troppo spesso si ritiene secondaria rispetto a quella operaia, ma che invece è stata il vero motore sindacale e politico di vaste zone del nostro paese. Dimitri Frosali ha scelto e inizialmente elaborato le testimonianze, curando infine la regia dello spettacolo. Massimo Salvianti è autore della drammaturgia finale e affiancato dagli attori della compagnia è interprete dello spettacolo che si ricollega alla tradizione del teatro affabulatorio e civile. |
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