Teatro Bellini
Teatro Stabile di Napoli
presenta

MASANIELLO
il musical

libretto e liriche di Tato Russo

con
GIANNI FIORELLINO
ARIANNA
CHRISTINE

e con la partecipazione di
MIRNA DORIS

regia
Tato Russo

musiche PATRIZIO MARRONE e TATO RUSSO
orchestrazione MARIO CIERVO

Una visione vuole accogliere, non la cruda storia, l'opera di Tato Russo, quella visione che il popolo ha tradotti, tramandato e reinventato per questo suo figlio, mito ed emblema di passionali rivendicazioni libertarie, ucciso da uno sparo nel buio delle ipotesi. Complessa è la situazione politica in cui furiosamente e rovinosamente si succedono gli accadimenti da quel 7 luglio del 1647 quando nel mercato scoppiò la rivolta al grido di "Viva il redi Spagna e mora il malgoverno" ed il pescivendolo Tommaso Aniello assurse a impulsivo simbolo di riscatto e libertà. Impossibile ricostruire e districare questo groviglio di epica popolare, di intrigo politico, di mediazioni, efferatezze e misteri, evitando didascaliche prolissità, stagnazioni analitiche e noiosa storiografia.. Ecco la scelta "liberatoria" di un musical, dove il non detto sischiarisce e completa nelle pertinenti emotività musicali, e dove musica e treatalità si intrecciano in fantasiosi disegni ad affrescare più che il senso della storia, il senso delle emozioni che la sviluppano e dell'epos popolaresco che la racchiude. 10 anni fa Masaniello costituì il primo vero grande musical napoletano, non commedia musicale, non format sunteggiato di canzonette debitrici più all'industria discografica che alla drammaturgia musicale, ma vera sua versione definitiva con una revisione musicale che è solo l'esito delle molteplici esperienze accumulate da Tato Russo e dai suoi collaboratori nel ridisegno di questo genere ormai protagonista dello spettacolo italiano. Un cast d'eccezione composto da 50 artisti in palcoscenico è la cornice finale d'un opera maestosa che qualcuno già allora definì meravigliosa.
Livio Galassi

TRAMA
PRIMO ATTO
Napoli, Piazza Mercato, ha inizio il funerale di Masaniello, (Requiem). Sotto gli occhi dei familiari la salma del Generalissimo viene portata in processione dai fedelissimi, tra cui il fratello Matteo e il fedele Vitale. Con un flash-back, torniamo a qualche mese prima, Masaniello è insieme ad un gruppo di ragazzi che prova la rappresentazione per la Festa della Madonna delle Cannucce, ma la notizia dell'arresto della moglie Brnardina, fa compiere al capopolo il primo atto di rivolta: l'incendio del casotto delle gabelle di piazza del Mercato. Don Giulio Genoino (la mente della rivolta) incontra l'emissario francese, Chatillon, e il "Camorrista" Perrone: i tre decidono che sarà Masaniello a guidare la rivolta. La scena successiva è ambientata all'alba sulla spiaggia con i pescatori che tornano dalla pesca e Masaniello che va a prendere il pesce per portarlo al mercato. Il Generalissimo è avvicinato da Genoino che cerca di convincerlo a mettersi a capo della rivolta (Libertà), Masaniello, diffidente, lo manda vi (Canzone di Masaniello). Giunge Bernardina e i due vanno insieme al mercato a vendere il pesce (Canzone di Bernardina). Piazza Mercato, è il 7 luglio 1647, il giorno della rivolta: con un editto viene annunciata l'emanazione di una nuova tassa, "la gabella sulla frutta" (La piazza nel giorno della rivoluzione). Incalzati da Masaniello (tutti i venditori fanno sparire la mercanzia dai banchi del mercato per protestare contro questo ulteriore sopruso. All'arrivo dell'Eletto Naclerio viene inscenata una finta rissa che fa da scintilla per la battaglia. Intanto a corte il Vicerè e i Baroni sono preoccupati (Le paurew dei nobili a corte). Il Duca d'Arcos per sedare gli animi promette al popolo di abolire le ultime tasse untrodotte. Alle proteste dei baroni, il Vicerè ordina il loro arresto. La rivolta prosegue e Masaniello diventa il Capitano del Popolo viene versato molto sangue e Bernardina, preocupata affida il figlio Scipione alla cognata Graziella e confessa a Fra Savino i suoi timori (Sta Napule Busciarda....).
ATTO SECONDO
I Baroni, evasi grazie all'aiuto di perrone e del Duca di Maddaloni, cercano di riorganizzarsi per eliminare i capi della rivolta e vendicarsi del Vicerè. A palazzo reale proseguono le udienze e sia Genoino che il cardinale Filomarino si adoprano per risolvere la crisi.
In piazza, intanto, si aspetta l'arrivo di Masaniello scatena i festeggiamenti del popolo per la libertà raggiunta (Tarantella). La festa è interrotta dall'arrivo di un gruppo di ragazzi che ha catturato Naclerio. Il rpigioniero confessaa Masaniello un complotto ordito da Perrone e i Baroni. Il camorrista e i suoi uomini fanno fuoco: Masaniello cade tramortito (L'Attentato e il Miracolo). Tutti credono che il capopopolo sia morto, la madre intona uno struggente canto alla Madonna (Neh Mado') quando Masaniello si rialza illeso e il popolo grida al miracolo. Gli autori del complotto vengono giustiziati prima Perrone, poi glia ltri baroni ce avevano trovato rifugio tra le mura ecclesiastiche (Accedite). Genoino, stanco delle continue atrocità, fa un accordo col Vicerè (Il tradimento) per eliminare Masaniello, diventato troppo sanguinario, così consegna alla coppia reale il veleno che condurra Masaniello alla pazzia. L'occasione è unafesta data dal Vicerè in onore di Masaniello. Giunto a palazzo, il Capopopolo rifiuta l'onoreficenza del vicerè e beve dalla coppa offertagli dalla Viceregina, inconsapevole del veleno mescolato al vino (Brindisi). Sono gli ultimi giorni di vita per il pescivendolo di piazza Mercato: egli è ormai roso dalla folia. Bernardina passa le sue giornate in cerca del marito abbandonato da tutti al suo destino. E' il 16 luglio 1647, il popolo è nella basilica per la festa della Madonna e Masaniello sale sul pulpito per un ultimo discorso del popolo (Il martirio). Nella calca Masaniello sviene e, soccorso dai suoi cari e accompagnato in sagrestia, viene raggiunto da quattro sicari e assassinato. Bernardina sconvolta dalla morte del marito invoca il suo lamento finale.