Teatro Metastasio Stabile della Toscana
Emilia Romagna Teatro Fondazione
in collaborazione con Asti Teatro 29
presentano

MOLLY SWEENEY
di Brian Friel

con
UMBERTO ORSINI
VALENTINA SPERLI'
LEONARDO CAPUANO

regia
Andrea De Rosa

ll testo, ispirato a un fatto realmente accaduto e raccontato dal neurologo Oliver Sacks nel saggio Vedere e non vedere, apre uno squarcio profondo sui problemi etici e filosofici che la cura dei pazienti può avere sugli stessi. Brian Friel rielabora la vicenda di un singolare caso clinico mantenendo intatto il rigore scientifico e introducendo degli elementi che trasfigurano il caso. La folgorante e drammatica storia di Molly Sweeney tratteggiata con un'umanità senza diaframmi, mette a nudo la disarmata vulnerabilità di tutti i personaggi. Molly è una donna di quarant'anni, cieca ma completamente autonoma, che lavora come fisioterapista in un centro benessere. Il tatto è la strada per entrare in contatto col mondo e per riconoscerlo, e supplisce perfettamente all'assenza della vista. La donna, convinta a sottoporsi ad un'operazione chirurgica, riacquista in parte la vista, ma il tanto atteso esito positivo provoca invece in lei un grande un trauma. Molly si trova infatti a dover ri-conoscere il mondo, a doversi reinventare il suo orientamento, a re-imparare a vedere. Tutto ciò sfocierà in un tragico fallimento, probabilmente già intuito dalla paziente prima dell'intervento. Si riapre dunque l'antico interrogativo che William Molyneux sottopose all'amico John Locke: " Immaginiamo un uomo nato cieco e ormai adulto, a cui sia stato insegnato a distinguere un cubo da una sfera mediante il tatto e al quale venga ora data la vista; sarebbe egli in grado, prima di toccarli di distinguerli e dire quale sia la sfera e quale il cubo, servendosi solo della vista?". Un cast d'eccezione compone il trittico dei personaggi: Umberto Orsini e Valentina Sperlì nuovamente insieme dopo il recente Vecchi Tempi con la regia di Roberto Andò (2004) sono accompagnati da un inaspettato Leonardo Capuano, artista cocciutamente solitario che, a esclusione di qualche esperienza sotto la direzione di Alfonso Santagata e una recente incursione nella Compagnia Lombardi-Tiezzi per lo spettacolo Gli Uccelli, si è sempre ricavato uno spazio autonomo tracciando ostinatamente il suo personale itinerario dal linguaggio ruvidamente materico e dall'urgenza di mettersi in gioco.