Teatro Fondamenta Nuove, Venezia
Teatro Carcano, Milano
La Biennale di Venezia
Teatro Stabile del Veneto "Carlo Goldoni"


Spettacolo realizzato in occasione del tricentenario della nascita di Carlo Goldoni
presentano

SIOR TODERO BRONTOLON
di Carlo Goldoni

con
GIULIO BOSETTI

e con la partecipazione di
MARINA BONFIGLI

e con

FRANCESCO MIGLIACCIO
NORA FUSER
CATERINA BAJETTA
ROBERTO MILANI
EMILIO ZANETTI
SILVIA FERRETTI
TOMMASO AMADIO
FRANCO SANTELLI
POMPEO GIANGREGORIO

regia
Giuseppe Emiliani

scene NICOLA RUBERTELLI
costumi CARLA RICOTTI
musiche GIANCARLO CHIARAMELLO
progetto luci PASQUALE MARI

Sior Todero brontolon ha debuttato in prima nazionale il 28 luglio 2007 al Teatro Goldoni di Venezia nell'ambito delle celebrazioni per i trecento anni dalla nascita di Carlo Goldoni riscuotendo un vivissimo successo di critica e di pubblico. Dopo una felicissima tournée che da gennaio a maggio scorsi ha visitato Mestre, Milano, Firenze, Roma, Padova, Venezia, lo spettacolo viene ripreso per la stagione 2008/2009 toccando, tra le altre, le città di Bergamo (9-14 dicembre), Pistoia (13-15 marzo), Brescia (18-22 marzo), Bolzano (26-29 marzo), Milano (Teatro Carcano, 31 marzo - 9 aprile). La storia è nota: il vecchio Todero, insensibile e avaro, promette in sposa la nipote Zanetta a Nicoletto, figlio del proprio agente Desiderio, per evitare di disperdere la dote al di fuori delle mura domestiche. Tale progetto non è gradito alla nuora Marcolina, che invece predispone un matrimonio di prestigio, ma non può contare sull'alleanza del marito Pellegrin, uomo privo di qualità e di carattere. Con l'aiuto di un paio di colpi di scena, la vicenda ha la fine sperata, anche se, come spiega il regista, la vicenda rimane in realtà aperta e il lieto fine momentaneo: "la tirchieria, la diffidenza di Todero verso gli altri si proiettano più che mai sul futuro prossimo, e tutto lascia presagire che ben presto altri motivi di litigio sorgeranno a turbare la casa." Il carattere di Todero, dipinto dallo stesso Goldoni come "l'uomo che brontola sempre; cioè che trova a dire su tutto, che non è mai contento di niente, che tratta con asprezza, che parla con arroganza e si fa odiare da tutti" è uno dei più odiosi della produzione goldoniana; tuttavia, l'interpretazione che ne dà Giulio Bosetti si scosta da una recitazione di maniera privilegiando l'approfondimento dei lati universali del personaggio, che ce lo fanno sentire, a trecento anni di distanza, ancora fratello.