![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
||||
|
|
Spettacolo realizzato
in occasione del tricentenario della nascita di Carlo Goldoni SIOR
TODERO BRONTOLON con e con FRANCESCO MIGLIACCIO regia scene NICOLA RUBERTELLI |
||||||
|
Sior Todero brontolon ha debuttato in prima nazionale il 28 luglio 2007 al Teatro Goldoni di Venezia nell'ambito delle celebrazioni per i trecento anni dalla nascita di Carlo Goldoni riscuotendo un vivissimo successo di critica e di pubblico. Dopo una felicissima tournée che da gennaio a maggio scorsi ha visitato Mestre, Milano, Firenze, Roma, Padova, Venezia, lo spettacolo viene ripreso per la stagione 2008/2009 toccando, tra le altre, le città di Bergamo (9-14 dicembre), Pistoia (13-15 marzo), Brescia (18-22 marzo), Bolzano (26-29 marzo), Milano (Teatro Carcano, 31 marzo - 9 aprile). La storia è nota: il vecchio Todero, insensibile e avaro, promette in sposa la nipote Zanetta a Nicoletto, figlio del proprio agente Desiderio, per evitare di disperdere la dote al di fuori delle mura domestiche. Tale progetto non è gradito alla nuora Marcolina, che invece predispone un matrimonio di prestigio, ma non può contare sull'alleanza del marito Pellegrin, uomo privo di qualità e di carattere. Con l'aiuto di un paio di colpi di scena, la vicenda ha la fine sperata, anche se, come spiega il regista, la vicenda rimane in realtà aperta e il lieto fine momentaneo: "la tirchieria, la diffidenza di Todero verso gli altri si proiettano più che mai sul futuro prossimo, e tutto lascia presagire che ben presto altri motivi di litigio sorgeranno a turbare la casa." Il carattere di Todero, dipinto dallo stesso Goldoni come "l'uomo che brontola sempre; cioè che trova a dire su tutto, che non è mai contento di niente, che tratta con asprezza, che parla con arroganza e si fa odiare da tutti" è uno dei più odiosi della produzione goldoniana; tuttavia, l'interpretazione che ne dà Giulio Bosetti si scosta da una recitazione di maniera privilegiando l'approfondimento dei lati universali del personaggio, che ce lo fanno sentire, a trecento anni di distanza, ancora fratello. |
|||||||