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In piedi, in un
teatro.
Un uomo un dipinto ed un documento.
E basta.
Né derisione né attacco, solo legittima difesa.
Analizzare una per una le parole scritte nel documento della Congregazione
per la Dottrina della Fede "Considerazioni sui progetti di riconoscimento
legale delle unioni tra persone omosessuali". Passati al vaglio con
attenzione le citazioni, i riferimenti del passato e del presente contenuti
negli undici punti di questo testo, con la convinzione che, come ha
voluto e potuto fare Gianluca Belardi, ognuno di noi possa comprendere
veramente il documento che ha creato così tanto clamore nella società
italiana sia a livello etico che legislativo. Chiamare le cose con il
loro nome, smentire, accettare, ridere o piangere. Soprattutto capire.
Gianluca Belardi è uomo e padre e, come uomo e padre, ha pensato alla
difficoltà di difendere i suoi figli, qualora si fossero trovati a voler
vivere serenamente la loro omosessualità nella società che ci è toccata
in sorte. Ha studiato, si è informato, ha chiesto e, ora, viene a raccontare
tutto quello che ha capito a tutti coloro che sentono la sua stessa
difficoltà. Senza pretese. Senza voler cambiare la storia dei rapporti
tra vescovi e omosessuali. "Quello" che è scritto, a volte, è estremamente
diverso da "quello" che è rappresentato e l' attenzione verso le parole
può riservare sorprese inaspettate. Sorprese che si trasformano in puntelli
per una legittima difesa, per una "Iusta defensio" appunto, per chi
si senta colpito direttamente da questo documento, che sia omosessuale
o che non lo sia. Gianluca vuole solo portare il suo piccolo e personale
mattoncino al fine di un approccio più ragionato e meno istintivo, più
approfondito e meno "da bar" alle problematiche legate ai rapporti con
le sessualità. Regalare, a un padre, le parole per non abbassare lo
sguardo davanti a chi ne derida il figlio omosessuale. Offrire, a una
madre, gli argomenti per zittire il pulpito che addita la figlia lesbica.
Difendersi…
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