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Una famiglia normale
(più o meno normale...) composta dalla Signora Giancarla, casalinga
frustrata a tempo pieno, il marito Sergio, altrettanto a tempo pieno
nullafacente, i figli incompresi e incomprensibili, Chiara e Maicol,
il nonno Pino (o Gino, Lino, chi ricorda più) che vive rumorosamente
con loro. La famiglia Baldan vive a Venezia, e della città lagunare
forse incarna alcuni stereotipi, riprendendo e reinterpretando alcune
delle più famose maschere goldoniane (Giancarla, la Siora veneziana
che in Goldoni conosce mille sfumature; Chiara, ovvero la figlia coperta
di peercing e frequentatrice dei centri sociali, la Putta; il Nonno
incompreso e avaro, Pantalone; i "tossici" che vivono di espedienti,
Arlecchino e Brighella) si esprimono in un italiano "sporco" dell'incisività
dialettale, un nuovo linguaggio, reso perfettamente esportabile, che
del dialetto conserva la musicalità e la tagliente immediatezza. Ma
la famiglia Baldan non è solo un'icona della venezianità, ma un ritratto
di una famiglia del nostro tempo di qualsiasi altra città d'Italia.
Proprio come i Simpson, la famiglia Baldan incarna un modello familiare
in cui è possibile riconoscersi facilmente. A partire, per esempio,
dalla tv. Che cosa costituisce infatti il valore più forte della loro
unione? Quale elemento insostituibile li tiene insieme? Cosa li raduna
intorno al focolare, è argomento delle loro discussioni, scandisce la
loro quotidianità, permea le loro aspirazioni e i loro progetti per
il futuro? La risposta è lì, perennemente accesa davanti a loro, perché
La Famiglia Baldan, come le nostre, (o quasi...) è ormai completamente
e assolutamente devota alla TV. "La televisione - spiegano Carlo&Giorgio
- è entrata prepotentemente nella nostra vita, modificando il nostro
linguaggio e il nostro comportamento, diventando un filtro delle nostre
mete esistenziali e dei nostri obiettivi, è la nostra misura della realtà:
il nostro modo di rappresentarla e di comprenderla, ma ancora di più,
di farla esistere, perché ciò che non passa dentro al video, forse non
esiste proprio (un po' come le nostre vite che sogniamo di trasferire
là, dentro la scatola magica, trasformate a sua immagine e somiglianza)".
Carlo&Giorgio affrontano così, un tema quanto mai d'attualità come la
tv e lo fanno interpretando i loro più noti e amati personaggi, (dalla
famiglia Baldan, all'amica Lory, i due "tossici", fino ai supereroi
Batman & Robin), ma anche vestendo i panni di altri misteriosi personaggi
, per i quali la tv, apparentemente nemica, può diventare il miraggio
del luogo in cui conviene essere se si vuole esistere (un Cyrano disoccupato,
un William Shakespeare che riadatta i suoi classici a reality show e
poi Amleto che da esistenzialista diventa uno showman campione d'ascolti).
Una scenografia scarna ma curiosa, che ritrae un campiello veneziano,
teatro naturale della ambientazioni goldoniane, in cui la signora Giancarla
stende il suo bucato: i costumi da scena del Teatro La Fenice, appena
bruciato. Lo spettacolo è scritto interamente da Carlo&Giorgio, per
la regia di Diego Teso, le musiche di Andrea D'Alpaos e Claudio Zaggia,
i costumi di Nicolao Atelier e ha un titolo vagamente evocativo: Esserci
o non esserci. E infatti, questo è il problema.
CHI SONO CARLO & GIORGIO
Carlo & Giorgio, cugini, nati a Murano, l'isola del vetro, muovono i
loro primi passi una quindicina d'anni fa, prima nell'ambito di una
Compagnia di Teatro amatoriale - La Compagnia Teatrale Muranese, guidata
da Lino Toffolo - per poi iniziare a proporsi da soli, con nuovi personaggi
e testi comici firmati da loro, in ambito locale, a Venezia, e incontrando
via via una risposta sempre più ampia.
La Tv
La prima svolta avviene grazie ad un'emittente locale, Televenezia,
che propone quotidianamente il Carlo & Giorgio Sciò, trasmissione interamente
scritta, prodotta e interpretata da loro. I personaggi di Carlo & Giorgio,
che utilizzano prevalentemente il dialetto veneziano, si affinano così
nelle caratterizzazioni e diventano degli amatissimi riferimenti per
il pubblico televisivo, che li segue in più repliche quotidiane e rimarrà
fedele alle varie edizioni susseguitesi poi negli anni nel panorama
delle emittenti locali.
Il Cabaret
Grazie al Carlo & Giorgio Sciò, in pochi anni i due cabarettisti vedono
aumentare rapidamente la loro popolarità, con una continua richiesta
di serate che li portano a conquistare via via, dopo la provincia di
Venezia, la loro regione ed il Triveneto. Nascono in questo periodo
una serie di spettacoli, scritti e interpretati dalla coppia, che consolideranno
i ritmi della loro comicità e la complicità con il pubblico.
Il Teatro
La seconda svolta avviene qualche anno dopo, con la scelta del duo di
esprimersi in una forma più completa e di improntare gli spettacoli
ad uno stile sempre più teatrale: l'immediatezza del cabaret, si consolida
in una struttura, con un lavoro diverso che parte essenzialmente dalla
scrittura, per costruire trama e azione, senza trascurare scenografia,
costumi, regia. Carlo & Giorgio maturano così un loro nuovo linguaggio
in cui la comicità non si gioca primariamente sulla battuta e sulla
situazione, ma si costruisce in un'architettura, in un percorso, in
dei contenuti. Fino agli ultimi due fortunati spettacoli che stanno
attualmente proponendo nei teatri: - Esserci o non Esserci (2005/2006)
Viaggio nel mondo della TV e nella disperata volontà di apparire - Così
per Gioco (2006/2007) Una personale rivisitazione del gioco dell'oca,
interpretato, con le sue regole, sfide, premi e punizioni e la casualità
dei dadi, come il gioco della vita.
La Radio e I Quotidiani
Carlo & Giorgio intervallano quindi al teatro diverse esperienze radiofoniche
in emittenti locali - Radio Venezia e Radio Padova - con trasmissioni
firmate e condotte in diretta da loro e qualche incursione nella carta
stampata con una rubrica settimanale per il gruppo La Nuova Venezia
- Il Mattino di Padova - La Tribuna di Treviso.
I Grandi Numeri
Ciò che ha caratterizzato tutta la storia del duo è stato configurarsi
da subito come un fenomeno di grandi proporzioni, pur concentrate in
area regionale. Fertile la loro produzione di autori e interpreti che
conta ormai 13 spettacoli (in media uno spettacolo l'anno) sei trasmissioni
televisive e radiofoniche, un cd musicale, due dvd. Un fedelissimo Fan
Club e una media di 30.000 spettatori (paganti) l'anno che fanno registrare
il tutto esaurito anche in alcune stagioni teatrali "addormentate" e
che portano a teatro un pubblico trasversale, per età, estrazione sociale,
formazione culturale.
La Comicità
Perché il segreto della loro comicità sta principalmente nell'osservazione
del quotidiano - le dinamiche familiari, gli scontri generazionali,
l'evoluzione dei costumi, fino all'osservazione dei problemi sociali,
dal traffico, alla sanità, alle nuove emergenze ambientali - in cui
chiunque si può - o dovrebbe - riconoscersi. Ed una costante del loro
stile comico, che li ha premiati nel giudizio di pubblico e critica,
è la totale assenza di volgarità.
La Lingua
Il colore e la musicalità dei loro testi viene dall'utilizzo di una
lingua che affonda le sue radici nel linguaggio veneziano. Le "maschere"
create da Carlo & Giorgio, stilizzazione di antichi caratteri della
commedia dell'arte, modernizzazione delle sempre attuali figure goldoniane
(la Siora veneziana che in Goldoni conosce mille sfumature - diviene
una moderna, frustrata Casalinga; la Putta - la figlia coperta di peercing
e frequentatrice dei centri sociali; Pantalone - il Nonno incompreso
e avaro; Arlecchino e Brighella - i tossici che vivono di espedienti)
si esprimono in un italiano "sporco" dell'incisività dialettale, un
nuovo linguaggio, reso perfettamente esportabile, che del dialetto conserva
la musicalità e la tagliente immediatezza.
Il Percorso Recente
Il Percorso Recente "Conquistato" il pubblico della propria regione,
il duo comico ha ottenuto recentemente il riconoscimento di alcuni ambienti
accademici. Citati come esempio del nuovo linguaggio nella drammaturgia
veneta ai lavori del 2006 dell'Accademia dei Lincei, sono stati tra
i protagonisti, insieme a Tiziano Scarpa, Mirko Artuso, Vitaliano Trevisan,
di un recente convegno promosso dall'Università di Ca' Foscari sulle
nuove espressioni della scrittura teatrale veneta. Parallelamente hanno
iniziato a proporsi in ambito nazionale: - Dicembre 2005 a Milano -
Teatro delle Erbe - Maggio 2006 a Roma - Teatro dei Satiri - Il prossimo
Marzo 2007 - Firenze Teatro Puccini
Una Strada tutta da costruire Un sogno, un auspicio del loro pubblico,
prima ancora che loro, è vedere apprezzata anche fuori dei confini regionali
questa comicità ormai così amata "in casa". Al di là del fenomeno Carlo
& Giorgio è il teatro veneto che vive una sfida difficile: che è quella
di ricostruire una tradizione della drammaturgia veneta interrottasi
nella sua forma più alta con l'intramontabile Goldoni, quella di proporre
al teatro voci nuove, che difficilmente, salvo qualche fortunato episodio,
come Roberto Citran, come Marco Paolini, o Natalino Balasso, escono
dall'area veneta.
Ma Carlo & Giorgio sanno riderci su: "Il nostro impegno è lavorare seriamente
- dichiarano da sempre - senza però prenderci mai troppo sul serio.
Sul palcoscenico, come nella vita, si può ridere di tutto e bisogna
saper ridere soprattutto di se stessi".
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