Associazione Teatrale Pistoiese
in collaborazione con Tauma produzioni
presentano


IL PROCESSO
di Franz Kafka
adattamento e regia Andrea Battistini

con
RAFFAELLA AZIM
GIOVANNI COSTANTINO
FLAVIO BONACCI
TOTO' ONNIS

Il desiderio profondo che ha dato vita all'adattamento e alla messa in scena del romanzo è stato quello di raccontare la pagina kafkiana mettendoci al servizio dell'autore, fornendo alla lettura gli strumenti della messa in scena, dando forma tridimensionale alle straordinarie sequenze dialoganti usando le parti narrate, non occupate dal discorso diretto, non rinunciando a dare voce a passaggi particolarmente poetici, o grotteschi o vorticosamente incalzanti, riflessioni, descrizioni, azioni, ritmi… vocazioni di quel lusso inarrestabile che è la scrittura kafkiana.

"Qualcuno doveva aver calunniato Josef K. Poiché un mattino, senza che avesse fatto nulla di male, egli fu arrestato…"

Processo, incomprensione, senso di colpa, angoscia, solitudine, oppressione, morte. Il protagonista è processato, e poi condannato per una colpa non commessa, ignota, attribuita a se stesso.

"L'ordine mosso da potenze misteriose e imperscrutabili viene portato a compimento. K. viene ucciso da due "figuri" come un cane - disse, e fu come se la vergogna gli dovesse sopravvivere".

Incastonato dall'inquietante struttura progettata da Carmelo Giammello (già vincitore del Premio Ubu 2004), lo spettacolo si modifica con la rapidità di un montaggio cinematografico. Un elemento claustrofobico del testo si amplifica non tanto in un disegno formale ma nella sua profonda sostanza, nel riproporre a Kappa le medesime facce in personaggi differenti, quasi come se la vergogna lo inseguisse sempre con gli stessi occhi, gli stessi volti…senza scampo…come la scrittura di Kafka. Siamo nella "tana" della mente, nel letto di K., nella sua camera, nella pensione che lo ospita poi in strada, in banca, dall'avvocato, nel tribunale e così fino alla fine. A liberarlo, se non dalla colpa almeno dal peso del corpo, in una sorta di pantomima diabolica, il disperato e grottesco autoesilio kafkiano tocca limiti mai raggiunti prima di Kafka e da Kafka stesso.

Le capacità espressive degli attori, assurgono qui ad un parossismo vertiginoso invadendo e modificando lo spazio scenico in una miriade di personaggi e situazioni. Così come Raffaella Azim che interpretando tutti i personaggi femminili rappresenta il femmineo kafkiano o Totò Onnis che ne rappresenta l'autorità in tutte le sue forme dal prete, al padre, all'ispettore di polizia. Tutti tesi ad interpretare, in modo quasi naturalistico-cinematografico, il pensiero e le azioni di K. in un impasto visivo e sonoro, chiave espressiva dell'elemento poetico grottesco segnato da Kafka stesso.

E a noi cosa resta: "la lettura del Processo, libro saturo d'infelicità e di poesia, lascia mutati, più tristi e più consapevoli di prima. Dunque è così, è questo il destino umano, si può essere perseguiti e puniti per una colpa non commessa, ignorata che "il tribunale" non ci rivelerà mai; tuttavia, di questa colpa si può portar vergogna, fino alla morte e forse anche oltre". (Primo Levi)

Andrea Battistini
Durata spettacolo: 1 ora e 40 minuti senza intervallo

Associazione Teatrale Pistoiese
Da cinque anni ha affiancato alla ventennale attività di programmazione e gestione dei teatri della provincia di Pistoia anche la produzione teatrale. Dopo un primo periodo, dedicato alla produzione di drammaturgia italiana contemporanea (tra gli altri "Tomba di cani"di Letizia Russo,"Vecchie" di Daniele Segre, "Genova 01" di Paravidino e "Il Dio di Roserio" di Testori), ha prodotto sia autori italiani (Mazzantini e Sorrentino) sia stranieri (Orton e Sibleyras). È attualmente impegnata, oltre al progetto di rivisitazione dei classici con Tauma, in un progetto pluriennale sull'opera di Alessandro Benvenuti, di cui ha coprodotto il recente "Addio Gori". Raffaella Azim sarà, tra l'altro, protagonista anche della prossima produzione dell'Associazione Teatrale Pistoiese, La Vedova Scaltra di Carlo Goldoni, con la regia di Lina Wertmüller e le scene/costumi di Entico Job, scelta da Maurizio Scaparro per inaugurare il 18 luglio 2007 il 39° Festival internazionale di Teatro della Biennale di Venezia.
Tauma produzioni Attiva dal 2002, dopo alcuni spettacoli di buon successo su autori contemporanei (da "The lonesome west" di Martin McDonagh a "Babele"di Letizia Russo e "Io, Pierre Riviere…" di Marzia G. Lea Pacella), ha realizzato "Il processo" in collaborazione con il Teatro Nazionale della Moldova e successivamente ha avviato con l'ente pistoiese il progetto su Kafka e Goldoni.