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VERSO
LA MECCA regia |
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Nel 1985 il drammaturgo sudafricano Athold Fugard pubblica Verso la Mecca, che lo stesso anno viene messo in scena a Londra. Al centro del testo la figura di Helen Martins, personaggio realmente esistito. Nel Sud Africa degli anni settanta, la piccola comunità di New Bethesda, un villaggio sperduto nella grande regione semi-desertica del Karoo, si appresta a mettere fine allo scandalo che da quasi venti anni si consuma. Helen, dopo la morte di un marito mai veramente amato, era stata travolta da un inarrestabile quanto straordinario flusso creativo. Erano così nate nel corso di un ventennio, nel suo giardino e nella sua casa, strane sculture: umane, animalesche, mitologiche, oniriche, realizzate in cemento e in materiali -oggi diremmo- di recupero, gioiosamente rivolte verso una Mecca ideale. Quello che veniva inizialmente considerato una bizzarria viene però presto percepito come una minaccia dalla società bigotta e retrograda del luogo. Helen, artista, solitaria e -per giunta- donna viene progressivamente emarginata, stigmatizzata, osteggiata. Helen trova nella sua stessa creatività il coraggio di resistere all'ostilità che la circonda. Helen però invecchia: e, quando l'ispirazione sembra interrompersi, quando si sente incapace di creare, Helen diventa fragile, debole, insicura. Tutto è tenebra. Ed è a questo punto che la comunità, rappresentata dal pastore Marius, decide di convincerla che la cosa migliore per lei è quella di ritirarsi in una bella casa dove gli anziani possono serenamente passare gli ultimi loro giorni ammirando i tramonti del Karoo. L'improvviso arrivo da Città del Capo di Elsa, giovane amica di Helen, riporta l'artista attraverso un dialogo serrato, asciutto e -a tratti- crudele, a riappropriarsi della sua casa, della sua arte, della libertà e -infine- della sua vita, riaffermando nell'incontro con il pastore Marius i principi irrinunciabili del proprio "scandaloso" individualismo. Fin qui la pièce teatrale. Nella realtà Helen Martins non riuscì a ritrovare la sua creatività e dopo circa due anni di inattività artistica una notte si tolse la vita bevendo soda caustica, bruciandosi le viscere. La casa di Helen - come da sua volontà - è oggi un museo. L'allestimento proposto per il 2006-07 in prima italiana assoluta da Torino Spettacoli e Indie Occidentali, protagonista Isa Barzizza, come tributo al coraggio di Helen Martins, donna e artista, rivissuto da Athold Fugard attraverso un testo di drammaturgia contemporanea internazionale, si avvale della partecipazione di Gianni Musy e Maurizia Grossi, della regia raffinata ed incisiva di Emanuela Giordano e della collaborazione di uno scenografo, che interpreterà per l'allestimento scenico, attraverso il proprio sentire. |
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