Teatro Ambra Jovinelli
Angeli Custodi Management
presentano

L'ECCLESIASTE
musica scritta ed eseguita da Aidan Zammit

con
VINCENZO CERAMI

Uno scrittore contemporaneo legge uno dei grandi testi della storia dell'uomo: L'Ecclesiaste ovvero le "Parole di Qohélet", uno dei cinque libri sapienziali dell'Antico Testamento. La lettura non è un'interpretazione da attore, avverte Vincenzo Cerami, semmai da poeta che cerca di prendere il ritmo della scrittura, pronunciando il testo "come se quelle parole nascessero dal nulla". Più volte Cerami si è messo in gioco come interprete della propria opera sulla scena, dallo spettacolo musicale Canti di scena fino al recente epistolario in versi Lettere al metronomo. In questi anni ha anche sperimentato la lettura di L'Ecclesiaste nelle sinagoghe, al Festivaletteratura di Mantova e anche in un teatro, lo Stabile di Parma. Ora ha deciso farne un vero allestimento per il palcoscenico. La lettura è calata in un impianto scenico austero ed essenziale. L'accompagnamento sonoro è un impasto elettronico di effetti premusicali, evocativi di spazi ampi e deserti. Il testo tradotto da Ceronetti ha sempre appassionato l'autore romano, per la modernità del tema biblico e per il suo linguaggio scarno fino alla glacialità. Ha scritto Cerami: "Sono pagine scritte alcuni secoli prima di Cristo, ma è impossibile leggerle senza che la nostra mente e la nostra immaginazione vadano a posarsi sui paesaggi che ci circondano, sulle immense lande metropolitane dentro cui ci muoviamo ogni giorno come formichine. […] Lì davvero il Cristo non c'è, non c'è nessuna mediazione tra il lettore di L'Ecclesiaste e Dio. C'è soltanto un grande vuoto che sbalordisce, crea fobia, fa tremare. Dio ha fatto il mondo 'perché l'uomo non trovi nessuna traccia di lui', si legge in Qohélet, ed è una delle verità insopportabili enunciate in quest'opera".