A. Artisti Associati
Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
presentano

LA RIGENERAZIONE
di Italo Svevo

con
GIANRICO TEDESCHI

e con
SVEVA TEDESCHI
a altri sette attori


regia
Antonio Calenda

E' certamente significativo per l'intero panorama teatrale nazionale che, per portare in scena "La rigenerazione", capolavoro del grande autore triestino, si uniscano le forze di due realtà teatrali che affondano le loro radici nel mondo dello scrittore: la Compagnia a.ArtistiAssociati di Gorizia e il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia. Dopo aver collaborato e sperimentato interessanti reciprocità sul piano dell'ospitalità, lo Stabile del Friuli-Venezia Giulia e a.ArtistiAssociati collaborano finalmente sul piano della produzione, il momento più notevole e connotante dell'attività teatrale. Dal 2000 a.ArtistiAssociati collabora stabilmente con Gianrico Tedeschi, attore milanese di straordinario talento ed altissima scuola, che sarà anche il protagonista di questa edizione de La Rigenerazione. A dirigerlo e a dare forma sul palcoscenico alle atmosfere e alle emozioni sveviane sarà Antonio Calenda. La linea dell'appartenenza culturale, della "territorialità", dell'identità che chiaramente si delinea nell'opera di Svevo, si intreccia - nell'affrontare ogni suo nuovo testo - a quella di ancor più ampio respiro che riconosce nell'autore triestino il creatore del più grande romanzo psicanalitico dell'ultimo secolo, il critico e sarcastico analista dell'"uomo in crisi" colto in tutta la sua fragilità, nell'inettitudine davanti alle cose della vita e osservato magari con minor drammaticità, rispetto al coevo Pirandello, ma con uguale, implacabile coerenza filosofica.

Appassionato di teatro, Italo Svevo ha dedicato al palcoscenico ben tredici suoi lavori a cui si affiancano annotazioni critiche, varianti, bozze… Purtroppo non ha avuto la gioia di vedere le sue commedie rappresentate: infatti tutte - eccetto Terzetto spezzato messo in scena da Anton Giulio Bragaglia, furono allestite dopo la morte dell'autore. La Rigenerazione è l'ultimo e certamente il più riuscito dei suoi lavori drammaturgici: ricco - come gli altri testi - di implicazioni psicologiche e culturali, si incentra sull'intenzione del protagonista, l'ultrasettantenne Giovanni, di sottoporsi a un'operazione che gli consenta di ringiovanire. Un ringiovanire che non è banalmente sinonimo di rifiuto della vecchiaia ma attraverso il quale Giovanni vorrebbe recuperare la libertà dal rigore soffocante del suo matrimonio, dal conformismo della sua vita borghese: una situazione nuova di ampi orizzonti e mai vissuta prima. Una volta recuperata l'energia vitale però, Giovanni non può non tener conto della propria consapevolezza, della moralità e della responsabilità e decide di restare al suo posto di pater familiae. Un personaggio che - rispetto agli altri sveviani - rappresenta un'innovazione, possiede una pars construens importante e conserva, anzi amplia la capacità di guardarsi dentro, con limpidezza e senza ipocrisie.