Ente Autonomo Antonio De Curtis
presenta

TRE PECORE VIZIOSE
di Eduardo Scarpetta
da Le procès Veauradieux di A.Hennequin e Delacour

con
LELLO ARENA

e con
VITO CESARO
ANTONIO MIELE

I tre atti rappresentati per la prima volta al Teatro San Carlino di Napoli il primo settembre 1881, trascrizione da " Le procès Veauradieux" di Hennequin e Delacour, rispondono allo statuto femminile nel concetto di Scarpetta:
la moglie dominatrice e nume tutelare del mondo familiare in contrasto con un universo maschile, piccolo borghese e fannullone.
Questa commedia, come tutte le vaudeville, basa la sua forza comica sui lazzi della commedia dell'arte dove gli intrecci e gli equivoci la fanno da padrone.
Camillo, Fortunato e Felice sono le tre pecore viziose che tradiscono le rispettive mogli incontrandosi in un appartemento con tre modiste.
Errico (spasimante di Concettella) non è accettato dalla zia della sua fidanzata (Beatrice) e per vendicarsi smaschera i tradimenti delle "tre pecore viziose" con una lettera anonima che fa giungere a Beatrice.
Quest'ultima si precipita a casa delle modiste e li trova proprio nel momento in cui stanno per mettersi a tavola. Le Donne si alleano tra di loro iniziando un vero e proprio processo contro i tre uomini.
Camillo e Fortunato decidono, per salvarsi, di accusare esclusivamente Felice, il quale, alla fine, non solo confessa tutta la vicenda ma aiuta anche Errico. Beatrice, dopo aver perdonato i tre, concede la mano di Concettella ad Errico.
Se il successo delle commedie di Scarpetta continua, vuol dire che questo genere di rappresentazioni esaudisce il desiderio degli spettatori di ridere di pancia.
Questo è il motivo della scelta di Lello Arena che per la prima volta in assoluto veste i panni di Felice Sciosciammocca e si fa continuatore di una antica tradizione teatrale che lungi dall'essere obsoleta è, anzi, più attuale e moderna che mai.