La vita alla fine della vita. Quando il corpo non è più. E l'anima
se ne va. In quel preciso momento, prima di tornare da dove è venuta,
agli occhi silenziosi dell'anima resta qualcosa da fare. Solo pochi
istanti, per raccontare una vita. Non la propria, ma quella di un
altro, di quel corpo che ti ha portato dentro. I ricordi, le paure,
lo schifo, i calci in faccia, la volgarità, le risate, i pensieri.
E, come se tutto potesse stare dentro i passi di un canto, ballare.
Solo il ballo della vita. Ballare il pianto, l'amarezza, l'amore,
la bellezza. Fuoco. Sole. Caldo. Freddo. Sapore. Sangue. Fino al crepuscolo,
al momento in cui il giorno diventa notte: allora il ricordo non fa
più male e, da lontano, senza più nulla dentro, vedere per l'ultima
volta se stesso, come eri e come non sei più. Fino all'addio.
Francesco Niccolini
"E' il tentativo o il desiderio di annullarmi, liberarmi
di me e annullare il giudizio la mia censura, il mio atteggiamento,
i codici di comportamento. Il lavoro è basato sulla frazione del tempo
che c'è tra quello che faccio e quello che vorrei fare in ogni singola
situazione cioè: tra l'azione che compio con un preciso codice di
comportamento (obbligata, finta) e quella che d'istinto vorrei compiere
e che non posso, non riesco, a compiere per paura o vergogna. Lavorando
in questa frazione di tempo che io chiamo zona, bivio. La zona della
scelta, del dubbio, della paralisi, della strategia, della visione,
della intima follia. Si è determinata la giusta tensione psichica
ed emotiva necessaria per lo svolgimento delle azioni. Il bivio =
scelta, il cambiamento da cui è nata la figura centrale del lavoro
che chiamo l'essere. Lui sceglie e agisce senza codici, condizionamenti,
senza vergogna. Mai fermo, mai uguale, in continuo movimento e trasformazione
si mostra, mostra il suo potenziale. Tutto ciò che è. Tutto ciò che
sa. Tutto ciò che ha".
Leonardo Capuano
Produrre nuova drammaturgia è ciò per cui è nata la mia compagnia,
dare un'opportunità in più ad autori contemporanei viventi, una "casa"
dove potersi sentire a proprio agio, creare per poi rappresentare
i propri spettacoli nel difficoltoso circuito nazionale è da tempo
la caratteristica di Armunia e del Festival Costa degli Etruschi.
Unendo intenti, desideri e aspirazioni, abbiamo deciso di produrre
insieme la Compagnia di Leonardo Capuano e di impegnarci ancora di
più nel dare voce a quelle formazioni teatrali giovani e di talento
che troppe insormontabili difficoltà devono incontrare, soprattutto
da parte delle Istituzioni, per solo poter dire "esistiamo". Questo
è l'inizio di un percorso comune, l'unico scopo è il bene e la crescita
del nostro teatro.
Alessandro Benvenuti