LADY DAY
Billie Holiday, la regina dello swing
un musical di Massimo Romeo Piparo e Amii Stewart

con
AMII STEWART

regia
Massimo Romeo Piparo




Se fosse un film, meriterebbe un Oscar per la sceneggiatura. Invece la vita di Billie Holiday, la Signora del blues, come viene definita, fu tragicamente reale. Sempre tormentata, densa di disperazione, dramma, angoscia, solitudine, abusi, ma anche di successo, gloria, allegria e grandi amicizie. L'intera sua tormentata esistenza, che le fece conoscere il carcere, l'ospedale psichiatrico, la violenza sessuale, l'eroina, la discriminazione razziale, ce l'ha raccontata sempre con una grande ironia, la stessa che Billie usava nell'affrontare la sua disperazione. E infatti le sue canzoni, quelle memorabili pagine di Storia della musica del nostro secolo, sono indelebilmente segnate da una magica leggerezza, quasi come se le sue disavventure appartenessero al mondo della fantasia. Billie ha cantato l'amore, quello più romantico {The man I love, Don't explain), quello per la libertà (It ain't nobody's business), per la voglia di farcela (God bless the child), per il genere umano e i suoi "colori" (Strange fruit), ma soprattutto quello per la musica, sua unica, vera, eterna compagna. Visse a cavallo tra gli anni '30 e '50 (nasce nel 1915 e ci lascia nel '59) accanto a fenomeni quali Louis Armstrong, Count Basie, Duke Ellington, Lester Young, Benny Goodman, il suo modello di voce era Bessie Smith, uno dei suoi tanti ammiratori Frank Sinatra. E sarà proprio un Sinatra giovane e inedito quello che ci "racconterà" la "sua" Billie. Non già il Sinatra che tutti abbiamo amato e consegnato alla Storia col nome "the Voice", ma il Sinatra ancora giovane e volenteroso figlio di emigrati che scopre in Billie Holiday la sua passione per il canto. A dare corpo e voce a questa entusiasmante storia sarà Amii Stewart una delle più grandi interpreti del panorama musicale intemazionale la cui voce vellutata e intensa restituirà a brani memorabili della storia del jazz quel sapore unico e originale che la grande Billie Holiday ci ha lasciato. Nella regia di Massimo Romeo Riparo rivivrà la New York dei jazz club degli anni '30-'40 con una band dal vivo diretta da Emanuele Friello (La febbre del sabato sera, Nights on Broadway, A chorus line, Cats) le cui sonorità faranno sentire le atmosfere di quegli anni, così come le scenografie di Giancarlo Muselli ne restituiranno l'impronta. In scena anche un gruppo di ballerini-attori coreografati in stile da Roberto Salaorni. Il repertorio musicale porterà la firma di grandi autori del 900 come George Gershwin, Cole Porter, Duke Ellington, di cui verranno eseguiti brani di enorme popolarità a cui Billie Holiday ha conferito nel corso della sua intensa carriera un tocco inconfondibile. Tra questi brani figurano The man I love - Night and Day - Lover Man - It don't mean a thing (oggi resa famosa col titolo Doo uap doo uap) - Strange fruit - Take the a train..