Compagnia Teatrale Krypton
presenta



L'ULTIMO NASTRO DI KRAPP
di Samuel Beckett
traduzione in dialetto calabrese di John Trumper

con
GIANCARLO CAUTERUCCIO


regia di
Giancarlo Cauteruccio

scene Giancarlo Cauteruccio
costumi Alessandra Vadalà


Scritto nel 1957 e rappresentato a Londra, quindi non molti anni dopo Aspettando Godot o Finale di Partita, questo atto unico mette in scena un solo personaggio, un grande frequentatore dei luoghi della memoria. Il vecchio Krapp, rintanato nella sua stanza in compagnia di un registratore e un numero cospicuo di scatole ben ordinate, sperimenta un viaggio in un altrove temporale, il suo passato. E' concentrato sul mezzo meccanico che può permettergli tale fuga a ritroso: ha infatti conservato e catalogato con cura e meticolosità tutti i nastri da lui stesso registrati ogni compleanno, per tramandare brandelli significativi di vita e di esperienza, condensate in un racconto sintetico, benché "ispirato". Ma nemmeno questo raffinato strumento della memoria può funzionare. Il tentativo - o il gioco - escogitato da Krapp recuperare quella creatura di un tempo, il se stesso giovane, si fa sempre più inefficiente e non bastano ormai quegli ancoraggi e appigli che aveva inventato tanto tempo prima. Il vecchio Krapp ascolta la sua stessa voce emergere dal passato, interrompendo proprio quella continuità, che rende la frase dotata di senso, con commenti derisori, oppure ripete segmenti di ciò che ascolta con ironia, rivelando tutta la sua disillusione. Il nastro rimanda infatti una voce che narra eventi ormai incomprensibili, mentre i relativi libri-indici-registri, risultano altrettanto privi di valore e di significato. La distanza tra il vecchio e il se stesso giovane è diventata definitiva. La continuità tra presente e passato è irrimediabilmente distrutta. Alla fine Krapp rinuncia ad ascoltare se stesso: la voce si scioglie in silenzio, il movimento si raggela in immobilità. Con Krapp Beckett ci offre uno dei suoi personaggi tipo, e una situazione a lui consueta. Questa nuova messa in scena del beckettiano "L'ultimo nastro di Krapp" vedrà Giancarlo Cauteruccio entrare nei panni del vecchio Krapp per affrontare l'opera di Samuel Beckett in tutta la sua profondità. Uno spettacolo immaginato e guidato dalla volontà sia di incarnare profondamente il complesso personaggio da un lato, sia di espanderne le azioni, le energie, la rinuncia, il grande stato di solitudine in uno spazio siderale abitato da vibrazioni mnemoniche, attraverso un complesso apparato visuale e sonorità fluttuanti con spazializzazioni acustiche, soprattutto da una particolare elaborazione vocale che, supportata dalla carica espressiva dei fonemi dialettali della tradizione in calabrese, genera una musicalità inedita. Rispettando le sottrazioni di senso, la centralità del ritmo, l'alternarsi tra pieni e vuoti, tra silenzi e rumori, tra presenze ed assenze che sono le componenti fondamentali del teatro di Beckett.