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Tutto il
mondo conosce, e canta. "Tu che m'hai preso il cuor" la celebre
romanza di questa famosissima operetta nel cui titolo, "Il Paese del
Sorriso", si legge già il filo conduttore dell'intera operetta: un mondo
dove tutto è allegro e sorridente, dove ogni cosa è deliziosa, dove
tutto è tenuto insieme dal piacere: i] piacere della musica, il piacere
della danza, il piacere dell'amore e dei sentimenti. Ne "Il Paese del
Sorriso" il sentimento legherà una giovane ragazza viennese ad un principe
cinese in un turbinio di situazioni e ambientazioni dove l'eleganza
europea si alterna allo sfavillante esotismo della Cina de "L'Ultimo
Imperatore". Cosi come ai sentimenti veri dei due romantici protagonisti
si alternano le allegre e sorridenti amenità degli altri buffi personaggi.
Lehàr nello spartito de "Il Paese del Sorriso" ha scritto
alcune fra le sue pagine migliori che, come ne "La Vedova Allegra",
hanno sempre un afflato molto suggestivo e accattivante per arrivare
a "Tu che m'hai preso il cuor" in cui si avverte la consapevolezza di
portare il pubblico all'entusiasmo.
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