II
testo teatrale che proponiamo come nuova produzione è una riduzione
tratta dai due libri di Lewis Carroll Alice nel Paese delle Meraviglie
e Attraverso lo specchio. Riassumendo in breve: nella prima parte,
attraverso l'occhio onnipresente del reverendo Dodgson (alias Lewis
Carroll) che guida Alice e interagisce con lei, lo spettatore attraverserà
il mondo sotterraneo della protagonista, fino alla meta incantata
della favola: il meraviglioso giardino della Regina Rossa. Durante
il percorso Alice incontrerà via via i famosi personaggi del racconto:
il Coniglio Bianco, il Bruco, il Cappellaio Matto, la Lepre Marzolina,
ecc. Nella seconda parte lo spettatore entrerà nel mondo più rarefatto
che sta al di là dello specchio, dove tutto è alla rovescia. Anche
qui, durante il percorso, immaginato dall'autore come quello di una
partita a scacchi, incontrerà personaggi altrettanto famosi, come
i due gemelli Twidledee e Twidledum, la Regina Bianca, Humpty Dumpty,
ecc. Alla fine, il Cavaliere Bianco (sotto le cui spoglie riconosceremo
il reverendo Dodgson) congederà la bambina accompagnandola all'ultima
mossa: quella che la incoronerà Regina. L'ensemble teatrale che si
propone questa operazione è lo stesso, ma allargato, che ha realizzato
la messa in scena del Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry
e delle Avventure di Pinocchio di Collodi. Uno degli elementi fondamentali
che ha contribuito al successo di questi spettacoli è consistito nell'affidare
a dei bambini la parte del protagonista. Anche per la messa in scena
di Alice la parte della protagonista è affidata ad una bambina, (almeno
per i passaggi più infantili del personaggio), Perché Alice? La piccola
protagonista ha una schiera di adoratori e di detrattori. Per lo più
non convince il suo spirito trasgressivo sempre controllato, la sua
saccenteria e alla fme, come se non bastasse, la sua smania di "sistemarsi".
Ma è chiaro che, sia nella vita che nella finzione, il vero demiurgo
del personaggio, di quello vero e di quello fantastico, è quel candido
folle del reverendo Dodgson, che organizza per la sua e la nostra
gioia un mondo veramente meraviglioso, pieno di una quantità di metafore
in cui non resta altro che perdersi. Ma nelle nostre intenzioni la
storia di Alice sarà ancora un'occasione per interrogarci sul processo
di formazione di un piccolo protagonista (questa volta al femminile),
in cui l'adulto gioca sempre la parte del personaggio privato di un
mondo che può solo rimpiangere. La formula teatrale sottesa all'operazione
Alice sarà dunque quella già collaudata della "Favola per tutti",
una formula che rispecchia la linea artistica dell'ensemble: e cioè,
un modo di far teatro che permette di raggiungere il pubblico delle
scuole, ma che incanta (e fa riflettere) principalmente le platee
che frequentano le normali recite serali: recite che costituiscono
il numero più consistente delle nostre rappresentazioni. Lo spettacolo
prevede un organico di tre attori, tre musicisti-attori e una ballerina.
Una parte rilevante dello spettacolo è riservata agli interventi musicali,
danzati e cantati. Ovviamente l'Ensemble cercherà di tener fede al
suo consueto modo di lavorare: ottenere cioè il miglior risultato
figurativo e interpretativo possibile col massimo della suggestione
fantastica e il minimo degli effetti speciali.