Ente TEatro Cronaca
presenta



SOCRATE IMMAGINARIO
di Ferdinando Galiani

con
PEPPE BARRA


regia di
Filippo Crivelli


Ferdinando Galiani scrisse "Socrate immaginario" nel 1775 in collaborazione con Giovan Battista Lorenzi. "Parodia" in versi da coniugare con la musica di Paisiello, libretto semiserio per prendere in giro i tanti "arcadici" pastori e pastorelle con corredo di divinità che popolavano i teatri di quel tempo. AI centro di "Socrate Immaginario" c'è un benestante scombinato quanto sognatore, tal don Tammaro Promontorio, marito tiranno e vittima a sua volta di una beffa gustosa. Lui decide di essere "Socrate redivivo", vuole che tutto si ispiri agli amatissimi canoni di una classicità passata, anzi vuole che anche il cane di casa muova la coda alla maniera dei greci. Figurarsi come possano prendere la cosa parenti ed amici. La moglie Donna Rosa viene costretta a farsi chiamare Santippe a ricordo della insopportabile moglie del gran filosofo, il barbiere di casa viene ribattezzato Fiatone, ed i servi e gli amici debbono prendere nuovi nomi che ripetono quelli dell'epoca lontana ed amatissima dal padrone di casa. "Platone con la verve di Arlecchino", "Platone e Molière uniti insieme", "Arlecchino con la testa di Machiavelli". Queste le definizioni coniate da tre dei suoi più illustri contemporanei - nell'ordine Grimm, Voltaire e Marmontel - per riassumere la complessa personalità di Ferdinando Galiani; connotata, insieme, dall'intelligenza e dal brio. E, per completare il quadro, possiamo aggiungerci l'opinione di Diderot; il quale attribuendogli vasta cultura, spirito d'osservazione, capacità di sintesi e avversione alle astrazioni - considerava l'abate napoletano, che aveva letteralmente conquistato la Parigi illuminata, "un uomo di genio che pensa e ci fa pensare".