Teatro Augusteo Produzioni
presenta


CASA DI FRONTIERA

di Gianfelice Imparato


con
MIMMO ESPOSITO
GIANFELICE IMPARATO
CLAUDIA G. MORETTI
MARINA PISCOPO



regia
Gianfelice Imparato

scene Bruno Garofalo
costumi Silvia Polidori

musiche originali Patrizio Trampetti


La storia:
L'Italia è stata divisa. Tutti i meridionali già residenti al nord al momento della secessione sono stati confinati in delle riserve come a suo tempo gli indiani d'America. In una di queste riserve, in una casa al confine col territorio padano, vivono i protagonisti della nostra storia: Gennaro Strummolo e sua sorella Addolorata. La casa è frequentata assiduamente da Ciro Cacace, fidanzato di Addolorata e da Olga, assistente sociale del nord addetta alle riserve. Gennaro è divorato dal desiderio dì diventare a tutti gli effetti cittadino del nord, inseguendo questo sogno si è persino modificato il cognome da Strummolo a Strum, in modo da vantare origini nord-europee, senza però modificare il codice fiscale. Le liti con la sorella, che invece continua a coltivare abitudini e ritmi meridionali, sono continue. Addolorata si fa forte anche del sostegno del fidanzato, Ciro Cacace, che con i suoi comportamenti da sudista "irriducibile" fa impazzire di rabbia Gennaro. A complicare la situazione c'è la presenza di Olga, assistente sociale, che ha il compito di preparare la famiglia Strummolo al difficile esame di ammissione al nord, ma viene colta da insana passione per il "ruspante" Ciro. In questo paradossale contesto si svolgono le comiche vicende della commedia che, pur trattando un argomento di attualità politica, non si discosta mai dallo linea del racconto fantastico.

Note di regia:
Un gruppo di attori affiatato. Una commedia scritta pensando principalmente alla funzionalità delle battute e al ritmo della loro successione. La regia della prima edizione affidata a Gigi Proietti che vi si dedicò con grande affetto e divertimento. Ora è toccato a me il compito di porre nuovamente mano all'impianto dello spettacolo. Più che di regia parlerei di "messa in scena" perché con quattro attori ed una scena fissa sarebbe stato pericoloso voler per forza inventarsi chissà che solo per imporre a tutti i costi una "cifra" personale. Mi sono allora limitato a modificare tutto ciò che era necessario per adattarlo ai nuovi interpreti e alle nuove scelte riguardanti scene, costumi e musiche. Ripropongo, invece, alcune "trovate" dovute all'estro di Proietti per non privare il pubblico della loro godibilità e perché sono convinto che il teatro sia un meraviglioso lavoro artigianale dove è bello creare il nuovo senza dimenticare l'insegnamento dei maestri.