Ente Autonomo Antonio De Curtis
presenta


IL MALATO IMMAGINARIO

di Molière
adattamento di Aldo Giuffrè


con
ALDO GIUFFRE'
ERICA BLANC

e con
Vito Cesaro
Antonino Miele

regia
Aldo Giuffrè

musiche Manuel De Sica
consulenza storica Antonio Ghirelli


Note di regia
Non è l'ennesima "lettura" della celeberrima opera di Molière, bensì un'operazione "agganciata" al nostro patrimonio culturale, affinché quel passato sia sempre presente. Una Compagnia di Comici della Commedia dell'arte, verso la fine di febbraio del 1673, una ventina di giorni dopo la morte di Molière, recita "Il malato immaginario" nel Teatro San Bartolommeo di Napoli. In questa Compagnia, il cui capocomico è il napoletano Fiorante Cardillo, vi sono artisti di varie regioni italiane: la "prima donna" è fiorentina, la "seconda donna" è francese - ed è l'amante del capocomico ed è lei che ha provveduto ad una frettolosa e un po' rozza traduzione -, il "primo amoroso" è bolognese, il "promiscuo" è napoletano - ed è il fratello di Fiorante -, il "secondo promiscuo" è maceratese, i due "secondo carattere" sono salernitani. Il sipario si alza e, attraverso un "velatino" leggerissimo è lievemente increspato, si vede il palcoscenico del Teatro San Bartolommeo bagnato da una luce giallastra che proviene da lucernari e finestroni. Sul palcoscenico, poveramente approntato per la rappresentazione, vediamo i comici comprensibilmente tesi anche perché di lì a poco dovranno recitare il testo di Molière alla presenza del vicerè spagnolo Antonio Pedro Alvarez di Toledo, che ha preso possesso della carica da circa un anno. Questo viceré, amante del teatro e delle donne, ha preso in grande simpatia la Compagnia di Fiorante per due buoni motivi: per la bravura degli artisti e per le due splendide fanciulle che vi recitano… Il viceré ha messo a loro disposizione, per le prove, il teatro che s'è fatto costruire per sé a Posillipo, e il teatro San Bartolommeo per la recita. Ha regalato un cembalo per lo spettacolo, e ha assicurato, inoltre, la sua augusta presenza la sera della rappresentazione nonché la probabilità di portare con se un suo amico francese, alto dignitario della corte di Luigi XIV. I comici italiani recitano il grande testo di Molière, con grande bravura ed estremo rigore. Alla fine ricevono i complimenti dei due illustri personaggi e la promessa, da parte del dignitario francese, di segnalare, con bella partecipazione, questo magnifico esito al Re di Francia. Gli artisti si presentano alla ribalta per il ringraziamento al pubblico, ma dalla fila manca il capocomico. Il fratello annuncia al pubblico che il signor Fiorante è morto. E' quasi certo che sia morto per la contentezza quando ha appreso che il sogno, accarezzato da anni, di andare a recitare a Parigi, stava per diventare un esaltante realtà....Alla riapertura del sipario: "Il sogno di Fiorante". In un'atmosfera irreale in cui si intravede il Re di Francia issato su uno smisurato trono, proni ai suoi piedi, Fiorante e i suoi comici, ballano una gavotta in onore del Re…
Aldo Giuffrè