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Note di produzione
Il testo (dal quale è tratto l'omonimo film di Carlos Saura) riesce
a combinare in se diversi gusti: E' a tratti poetico e drammatico, a
tratti comico, e ricco di "numeri" canori e d'avanspettacolo. Gli interpreti
di lunga tradizione teatrale sono già noti al grande pubblico
ed hanno già lavorato insieme nell'ultima edizione televisiva
de La Zingara. L'autore è noto per la sua capacita di narrare vicende
storiche importanti attraverso personaggi ai margini e apparentemente
disinteressati agli avvenimenti che li travolgono. Il clima di guerra
rende il testo di grande attualità. Lo spettacolo per sua costituzione
si presta ad essere contemporaneamente "classico" e facilmente inseribile
in qualsiasi programmazione sia per i suoi contenuti sia per la sua
economicità.
Note sul testo
E' uno dei testi più belli e divertenti di José Sanchis Sinisterra,
grande autore spagnolo contemporaneo. Il Teatro è vuoto, il palcoscenico
nudo. Un uomo si aggira sulla scena tra brandelli di bandiera e poesie,
gesti quotidiani e frammenti di musica. All'improvviso appare una donna:
i due cominciano a parlare e solo dopo un po' scopriamo che lei è morta.
Da quel momento attraverso una serie di scene e flashback, ora poetici
ora esilaranti, numeri di canto, di ballo e di illusionismo, si snoda
la storia dei due. Sono due attori di rivista che nel teatro vuoto cercano
di allestire uno spettacolo per le truppe. Fuori i rumori della guerra.
L'azione avviene, anzi, come dice l'autore "non avviene" nel 1938. La
morte, momento chiave della vicenda provoca l'inevitabile frattura fra
i due compagni di scena e di vita, clowns nelle loro ordinarie esistenze
di teatranti cialtroni e "scavalcamontagne". L'altro mondo si schiude,
lasciando intravedere insoliti quadretti: un prodigioso incontro col
poeta Garcia Lorca, tresche amorose, addirittura la nascita di un sindacato
per i defunti, sciorinando una ricchezza sicuramente inaspettata dinanzi
allo stupito spettatore.
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