CRT Artificio
presenta



4:48 PSYCHOSIS
di Sara Kane
traduzione di Barbara Nativi

con
GIOVANNA BOZZOLO


regia di

Daniele Abbado


suono Hubert Westkemper


Posso riempire uno spazio riempire una giornata ma niente pu˛ riempite il vuoto del mio cuore.
Sarah Kane

"4:48 Psychosis" Ŕ l'ultimo testo scritto da Sarah Kane e prelude concretamente al suo suicidio. L'autrice Ŕ soggettivamente imprigionata in una gabbia esiziale che non pu˛ rompere; da qui il linguaggio teatrale intimamente violento e spietato che il testo utilizza. Al centro della scrittura c'Ŕ la tensione verso una forma espressiva non data in partenza, che possa rendere conto del senso di impotenza che aggressivamente si afferma, oltre le possibilitÓ di un semplice e lurido sfogo esistenziale. La violenza dell'aggressione intima che la Kane subisce si trasforma, attraverso la sofferenza, in urlo e in afasia, in una scrittura che combatte in modo eroico contro la inutilitÓ dei palliativi terapeutici. Storia emblematica, la modernitÓ dell'esperienza e della scrittura si alimenta di materiali autenticamente tragici. La messa in scena di Sarah Kane non rimanda a una qualche forma teatrale legata ai linguaggi del teatro/veritÓ: "4:48 Psychosis" Ŕ testo che supera la descrizione di fatti con una partitura di pieni e vuoti, silenzi e imprevedibili lacerazioni. Lo spazio di "4:48 Psychosis" si struttura come vuoto, non intimo, depurato da qualsiasi naturalismo. Uno spazio in cui inaspettati possano irrompere il ricordo, l'astrazione, il sogno. Elemento peculiare di "Psychosis" Ŕ la dimensione temporale dell'esperienza reale e la sua lacerante traduzione teatrale: ogni sensazione, accadimento, ricordo, proposizione viene lanciata in un presente instabile e ossessivo. Da qui il senso ultimo, sorprendente, che fa di "4:48 Psychosis" una potente e sofferta riflessione sulla impossibilitÓ dell'umanesimo nel mondo contemporaneo.
Daniele Abbado e Giovanna Bozzolo