Il Teatro delle Donne
presenta

INDOVINA DA CHI ANDIAMO A CENA?
di Donatella Diamanti

con
KATIA BENI, SONIA GRASSI,
NIKI GIUSTINI, GRAZIANO SALVADORI

e con
Maria Di Fazio, Francesco Lucente

regia
Andrea Taddei

scenografia Andrea Taddei
costumi Gabriele Galeotti


L'omosessualità non è una deviazione, un sintomo, una malattia; l'ornosessualità è un effetto del discorso della legge
U. Galimberti

Dobbiamo purtroppo adattarci ad una situazione, in cui al di là delle opportunità, inopportunità e preoccupazioni, c'è una Costituzione che ci impone dei vincoli...
G. Amato

Chi non ricorda in Amici, complici amanti, la scena in cui il protagonista prefigura, provocatoriamente alla madre un mondo alla rovescia, in cui sia l'eterosessualità la devianza e l'omosessualità la norma?
Lo spunto di Indovina da chi andiamo a cena? è più o meno quello. Si immagina infatti che le cose siano andate diversamente e che, in una società fatta di cyber carrozzine, turbo trapani, techno lavatrici e monorotaie sopraelevate, sia l'omosessualità ad essere "normale" e l'eterosessualità, di contro, costituisca la deviazione, la malattia, la perversione....

Il 12 agosto 2048, alle 3 e 45 due donne - ciascuna al nono mese di gravidanza, ciascuna con un buon motivo per nascondersi - si incontrano/scontrano in un angusto e buio spogliatoio del reparto maternità di un ospedale come tanti. Una, Katia è una madre donatrice, l'altra una self-service. Due ore dopo, nello stesso spogliatoio, due vagiti in sincrono squarciano l'aria: Giuseppe e Maria sono venuti al mondo il 12 agosto 2048 contemporaneamente alle cinque e quarantacinque circa, nel buio e angusto spogliatoio del reparto maternità di un ospedale come tanti. Come negare allora, vent'anni dopo, l'assoluta inevitabilità del loro folle amore? E perché negarla? Di fatto in vent'anni molte cose accadono.Di fatto in vent'anni molte cose accadono. La prima è che la figlia di Katia, madre donatrice appunto, viene spedita a domicilio presso la coppia di padri che ne ha fatto richiesta. La seconda è che a Katia, madre donatrice single quel parto in comune ha folgorato la mente: adesso ama Sonia alla follia, pur sapendo poco e niente di lei. La terza è che Sonia, madre self service con figlio a carico, viene mollata dalla compagna all'indomani del parto, a chi chiedere aiuto? La quarta è che Katia e Sonia, si ritrovano, si amano, si sposano e crescono Giuseppe, ciascuna con un segreto nei confronti dell'altra. Un piccolo segreto, ma pur sempre un segreto. La quinta è che Maria cresce bella e sana grazie all'amore dolce di Niki e a quello autoritario di Graziano, rispettivamente papino a papone. La sesta è che vent'anni dopo Maria e Giuseppe si incontrano e si innamorano. La settima è che Graziano ha a che fare moltissimo con i segreti di Katia e Sonia, pur non vedendo entrambe da vent'anni. Dopo di che… il delirio, in un rocambolesco susseguirsi di svelamenti e svenimenti, fino al gran bacio finale, bacio collettivo consumato nell'agosto 2068, con la rivoluzione alle porte, o forse già in casa.
E sullo sfondo I'evoluzione di vent'anni di pensiero sul tema: dal rifiuto totale, alla convinzione che I'eterosessualità sia una malattia, per cui poverini... alla paura che sia invece una scelta, per cui... aiuto! Alla battaglie gridate per strada nel corso di etero-pride...

Molto liberamente ispirata a Indovina chi viene a cena? di Stanley Kramer, Indovina da chi andiamo a cena? è una commedia frizzante, provocatoria, dal ritmo narrativo incalzante, in cui si parla d'amore, di sesso e di conflitti generazionali, ma anche, attraverso un gioco di specchi spinto fino alle estreme conseguenze, di intolleranza, di emarginazione per tutto ciò che secondo i più esce dalla norma, collocandosi nello spazio aberrante del contro- natura. E' una satira forte e pungente sulla finta tolleranza, sul senso del peccato, su certi piccoli ma indimenticabili lapsus... Perché le parole hanno un peso... "purtroppo"?