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Massimo Sgorbani (autore teatrale e televisivo) ha collaborato a lungo
sia in teatro che in cinema, come assistente alla regia e come collaboratore
drammaturgico, con Angelo Longoni in titoli divenuti famosi come Naja,
Bruciati, Uomini senza donne, Facciamo fiesta, Le madri, Part Time.
Per Angelo della gravità la Giuria del 46° Premio Riccione per il Teatro,
composta da Franco Quadri, presidente, Vincenzo Consolo, Elena De Angeli,
Luca Doninelli, Marisa Fabbri, Mario Fortunato, Maria Grazia Gregori,
Massimo marino, Enzo Moscato, Luca Ronconi, Renzo Tian gli ha assegnato
all'unanimità il Premio Speciale della Giuria, intitolato a Paolo Bignami
e Gianni Quondamatteo, con la seguente motivazione: "La storia vera
dell'impossibilità di impiccare un condannato troppo pesante per essere
retto dalla corda, accaduta negli Usa, viene trasformata nell'imprevedibile
gustosissima autobiografia di un grasso bambino, destinato a rimanere
sempre tale, che ci racconta un'infanzia italiana di tormenti perché
'cicciobombo', e una giovinezza presso uno zio d'America, nel paese
dei suoi sogni per la libertà di mangiare che gli è consentita. Il Nostro
scambia il consumismo del supermarket per un paradiso, esaltando la
concezione del mondo come vomito di Dio, dove il mangiare - non solo
ostile - è il segno della comunione col creatore; e il massimo dell'avvicinamento
a lui, come sa dalla tele, consiste nel far assaporare a una ragazza
la 'crema' di quello che lui chiama il suo 'wurstel'. Ma se la cicciona
rimorchiata al supermarket non ci sta, non gli resterà che farla fuori
e finire in cella, ad aspettare una pena sospesa, perfezionando un'eresia
che capovolge ogni valore, una cosa cioè che non accade soltanto ai
mostri".
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