La Piccionaia - I Carrara
Teatro Stabile di Innovazione
presenta

IL SIGNORE DI POURCEAUGNAC
di Molière

con

ARMANDO CARRARA
TITINO CARRARA

regia
Marinella Anaclerio

scenografia Francesco Ghisu
costumi Jessica Zambelli
musiche Fabrizio Gatti
disegno luci Franz Cata Kyos
luci e fonica Graziano Pretto


Il signor di Pourceaugnac è la scoppiettante vicenda del gentiluomo di Limoges che giunge in cerca di matrimonio a Parigi, finendo preda di un vortice di malintesi provocati ad arte. Quando il tronfio campagnolo sbarca nella capitale immaginandosi un cittadino, una banda di presunti amiconi lo accoglie già pregustando il piacere del saccheggio. La grande città, in cui la realtà si confonde con l'illusione, dispiega tutte le sue seduzioni: bellissime donne, medici e avvocati, lingue esotiche e dialetti incomprensibili, cerimonie e sapienze misteriose si mescolano in una girandola di situazioni che, oltre a mandare a monte il matrimonio, lasciano il protagonista irrimediabilmente frastornato. L'idea dello spettacolo nasce raccogliendo attorno ai fratelli Carrara una serie di artisti di lunga esperienza di Commedia all'Italiana, diretti da Marinella Anaclerio, una regista segnalatasi per il gusto tutto musicale del suo lavoro. II re vuole ridere e Molière con l'altro Jean-Baptiste, il Lully, non si tira indietro, e, lasciate le ciniche amarezze di Arpagone, degli Alceste e dei Tartufi, si getta a capofitto nelle farse, suo primo ed indimenticato amore. Tema del Pourceaugnac: il contrasto insanabile tra l'arrogante supponenza di un ricco provinciale venuto a maritarsi in città, ed un gruppo di equivoci cittadini in cerca di divertimento e pronti a fargli pagare la sua ricchezza. Nel gruppo di consumate canaglie che Molière mette in scena, c'è tutta la stima per la commedia italiana e latina, per i suoi caratteri ai limiti del paradosso, per il cinismo sano e gioioso delle maschere, che dell'inferno mostrano solo lo zolfo e lo champagne. Non a caso regista dell'azione scenica è Sbrigani, faccendiere napoletano, e tutti i personaggi sono a turno attori della Commedia che il giovane Erasto mette in piedi per sottrarre la sua bella al ridicolo Limosino, ma anche (ancora una volta) per divertirla "Bella Giulia state certa che ve la godrete",- dice Erasto in apertura. È una banda metropolitana che sa unire l'utile al dilettevole, e gode di ogni singola esibizione, nascosti a turno un po' dappertutto, pronti a balzare in scena con mascheramento. Assecondando l'intento puramente edonistico di Molière (divertirsi e divertire), siamo andati alla ricerca di quelli che potevano essere i virtuosismi comici degli attori che, in una ridda di dialetti e caratterizzazioni non lesinavano al pubblico di teste coronate i topòi dell'arte della commedia di cui erano gelosi custodi. Si narra che alla prima della commedia, nel castello di Chabord, Lully, che interpretava uno dei due medici, si sia così esaltato da distruggere un clavicembalo in scena. Musica e danza sono terapeutiche, i personaggi vi scivolano dichiarandone l'inevitabilità come morsi da una tarantola, sciogliendo la tensione di un'azione spinta ad eccessi "insanabili" con la logica. È una gara aperta fra i personaggi-attori, dove Giulia, la neofita signorina di buona famiglia, si dimostra attrice raffinata esibendosi ai danni del povero gnocco, suscitando tifo da stadio da parte della banda nascosta a spiare una festa di teatro insomma, dove per un breve tempo la cattiveria è quella riconoscibile del lupo, e tutti possono ridere tranquilli che non si stia ridendo di loro…! O almeno così pare…! Guai a sentirsi troppo intelligenti, c'è sempre qualcuno in agguato che potrebbe esserlo davvero, sembra suggerirci sornione Molière, prendendosi una vacanza dai problemi di censura che negli ultimi tempi l'avevano angustiato quasi senza sosta.