Maura Catalan
in collaborazione con
Taormina Arte
presenta


VENDITORI D'ANIME
di Alberto Bassetti


con
GIANCARLO ZANETTI
ENRICA BONACCORTI

e con
Marco Quaglia
Fernando Ripoll

regia
Marco Maltauro

scene Manuel Giliberti
costumi
Francesca Cannavò
musiche Stefano Conti e Luciano Francisci
luci Giuseppe Ardizzone


Note dell'autore
Con curiosità, fascinazione, un pizzico d'emozione varco la soglia di un teatro ed eccomi nel Luogo-Teatro, eterno tempio laico della cultura, del divertimento, della socializzazione, del dibattito; coi suoi colori ed affreschi, gli odori di legno e di palcoscenico; i cui residui di chiodi, corde, brandelli di vecchie scenografie non possono non affascinare chiunque ami il mistero, l'invenzione, l'arcano… Proprio di luoghi come questo, magari non sempre belli ed attivi, racconta il mio lavoro. Un testo dedicato al Teatro come luogo fisico, struttura portante materiale di tanti nostri sogni, ricordi, emozioni che troppo spesso tendiamo a trascurare presi dalla rincorsa alla vita concreta, economica, informativa esterna ad esso. Rifugio dunque di Fantasmi? Se la risposta è sì, ebbene il mio tentativo è di dimostrare che questi ectoplasmi sono più vivi della maggior parte degli abitanti della nostra terra!
Alberto Bassetti

Note di regia
In che tempo viviamo? Che cosa siamo diventati? Io mi sento molto ambiguo, e voi? Mi piacciono le donne, ma anche gli uomini. Sono un buon marito, ma mi travesto. Sono un teppista, ma in fondo onesto. E allora? Propongo di accettare, da oggi, identità mutevoli, nomadiche, che passino senza far troppe storie da un gusto all'altro, da un mondo all'altro, da un genere all'altro. Del resto, il nostro tempo lo consente. La possibilità specifica della situazione postmoderna, con le sue identità indebolite dalla latitanza del padre e della sua legge, è quella di darsene tante, diverse. Non c'è perversione in un mondo cha ha abolito ogni regola, ogni valore, ogni sacralità, in nome dell'appagamento. La società secolarizzata, sconsacrata, che vuole solo denaro, non ha diritto di marginalizzare nessuno, perché la Grande Prostituta è lei stessa. E allora? Evviva il teatro: Teatro per tutti. Ritroviamo l'artista, il creativo dentro di noi, profittiamo del gran casino postmoderno per produrre nuove identità (identity maker), per lasciare cadere come abiti consunti le identità pesanti che ci portiamo addosso. Leggerezza. Gioco. Perdiamo la Sicurezza, va bene. Ma guadagniamo la Libertà! "Chi vuole essere costantemente felice deve cambiare spesso" (Confucio). Signore e Signori, tutto questo, e molto di più, in "Venditori d'anime" di Alberto Bassetti.
Marco Maltauro

"Mi sento dire di continuo che sono un attore, che recito, che la mia è una commedia, che persino la foggia del vestire si adegua al personaggio che vorrei tentare di essere o di apparire… Ebbene, sì.
Giorgio Almirante

Il testo è vincitore del I Premio Giorgio Almirante per la promozione della drammaturgia nazionale contemporanea. La giuria del Premio, istituito per la prima volta nel 2000, è presieduta dal Maestro Giorgio Albertazzi ed è composta da personaggi di chiara fama del panorama teatrale italiano quali Giovanni Antonucci, Edoardo Belingeri, Lando Buzzanca, Franco Scaglia e Massimo Pedroni.

Motivazione premio
"Venditori d'anime" si può definire un manifesto sullo stato del teatro diviso, non solo in Italia, tra poesia e mercato, come dire fra amore e disamore. C'è chi è disposto ad una sorta di "abiezione" pur di amarlo il teatro e chi, viceversa, vorrebbe trasformarlo in supermercato. I personaggi di Bassetti non fanno mai didascalia, parlano, sono vivi; le loro parole diventano azioni. Una scrittura insinuante, allusiva, precipua che invoca la presenza dell'attore come risolutore dell'azione scenica. Viene in mente il Pirandello de "I Giganti della montagna" e Thomas Bernardt. E' al Minetti di Bernardt che infatti l'autore dedica il suo testo : L'arte - scrive Bernardt - deperisce, bambina mia, quando l'artista cede. Il Premio Almirante va quindi ad un autore che interpreta, ci sembra, un profondo risveglio, un'inquietante proposta tra politica e storia nella drammaturgia contemporanea.
Giorgio Albertazzi