Sipario Toscana Fondazione
Metamusic
Teatro Politeama Pratese
presentano


DISPERATI, INTELLETTUALI, UBRIACONI
di Alessandro Garzella


con
BOBO RONDELLI
STEFANO BOLLANI

musicisti
Stefano Bollani
pianoforte e backing vocals
Bobo Rondelli
chitarra
Andrea Melani
batteria
Raffaello Pareti
basso
Riccardo Galardini
chitarra
Mirko Guerrini
sassofono

regia
Alessandro Garzella

audio e luci Sound Service
fonico Alessio Lotti
Light designer Giuliano De Martini


Due musicisti toscani, uno da sempre cantautore popolare tra i più imprevedibili della scena italiana, l'altro acclamato dalla critica jazz, si incontrano grazie al loro amore comune per Tenco, Ciampi, Buscaglione, Tom Waits, Paolo Conte. Che ci fanno un pianista jazz, un musicista osannato da Enrico Rava come Stefano Bollani e un cantautore rock che, come dice Bobo Rondelli stesso, "pensa una moderna forma di canzone popolare che si rivolga ad un proletariato esistenzialista"? Un disco come Disperati, intellettuali, ubriaconi. Un album di canzoni perfettamente in bilico tra jazz e canzoni d'altri tempi. Un disco e un concerto concepito come performance giocosa che ha il sapore delle atmosfere da cabaret. "E' particolarmente divertente unire l'anima musicale con l'espressività corporea, specie per un artista emozionale come Bobo che vive la musica e la scena con un istinto animale straordinario. C'è un mondo di rabbie, seduzioni e giochi che nei concerti spesso rimane sommerso perché i musicisti provano vergogna della propria fisicità. Noi in questo concerto abbiamo provato a mettere a nudo ciò che è dentro la musica." Alessandro Garzella, ideatore e regista dello spettacolo teatrale.

La "strana coppia"
Sulla carta la collaborazione sembrerebbe strana, bizzarra. Bobo Rondelli da sempre appartiene al mondo della canzone. All'inizio degli anni 90, con il suo gruppo Ottavo Padiglione, ebbe un notevole successo con un brano "Ho picchiato la testa"che divenne tormentone su radio rock ed emittenti musicali. Anche lo scorso anno, nel suo esordio solista "Figlio del Nulla" dimostrò il suo attaccamento alla canzone popolare. Nel curriculum di Bollani invece appaiono collaborazioni con numerosi jazzisti americani e italiani - Rava in primis, e poi Lee Konitz, Gato Barbieri, Jimmy Cobb, Dave Liebman e tanti altri. La chiave di Disperati, Intellettuali, Ubriaconi è insieme demente e malinconica, visionaria e reale, ritratto drammatico della pesantezza dell'essere spazzata via da improvvise incursioni cabarettistiche in un mondo 'altro'.