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Siamo nel secolo scorso, nei primi anni venti a Roma. Lo spettacolo
consiste in un racconto il lingua romanesca in cui Ninetto, vetturino
che presta servizio con la madre presso il Monsignor Caracciolo, napoletano,
viene informato da questi che il nipote, il giovane Conte Enrico, milanese,
è ricercato dalla polizia austriaca e verrà quindi a passare un po'
di tempo a Roma in casa dello zio. A Ninetto viene raccomandato di stargli
vicino, di servirlo e controllare i suoi contatti nella città, essendo
il giovane di chiare idee carbonare e quindi inaffidabile. Cominciano
le avventure del Conte e del suo accompagnatore fisso. Ninetto, tra
i vicoli di Roma e alle feste della nobiltà idealista cede il passo
ad un'amicizia sempre più forte che lo porterà a rischiare e pagare
in prima persona. Del ragazzo non resterà a Ninetto che un cappello
di origine napoleonica ricordo e simbolo di libertà, così lontana ed
emarginata nel decadente mondo del Papa-Re.
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