Teatro Franco Parenti
presenta

L'UOMO DAL FIORE IN BOCCA
di Luigi Pirandello


con

CORRADO TEDESCHI

e con
ALESSANDRO MARIA D'ERRICO
ROBERTA PETROZZI


regia
Marco Rampoldi


Non capita spesso, ma quella volta che capita di riprendere per più stagioni uno spettacolo per eccesso di pubblico, è come dare un po' di adrenalina al teatro. Così "L'uomo dal fiore in bocca" ritorna in scena grazie all'interpretazione di Corrado Tedeschi, popolare volto televisivo già impegnato in allestimenti prodotti dal Teatro Franco Parenti con la regia di Andrée Ruth Shammah ("Io, l'erede" di De Filippo, "La vita è un canyon" con Anna Galiena, "Sior Todero Brontolon" di Goldoni, "L'hotel dei due mondi" di Schmitt) che ha offerto un'interpretazione antiretorica del capolavoro pirandelliano, utilizzando le sue doti di comunicatore in una 'lezione' semiseria su Pirandello e la follia, attraverso un gioco che prevede il diretto coinvolgimento degli spettatori. Scritto dopo il successo dei "Sei personaggi in cerca d'autore", "L'uomo dal fiore in bocca" è certamente l'atto unico più noto di Pirandello. Esterno di caffè (di una stazione) di notte; un pacifico avventore sorseggia una bibita, aspettando il primo treno del mattino, dopo aver perso l'ultimo serale. Un altro cliente, gradualmente, inizia a dialogare con lui, dimostrando un'inconsueta capacità di osservazione, una necessità di cogliere fino in fondo i più piccoli aspetti della vita quotidiana, in un crescendo che culmina nella confessione del suo male, quell'epitelioma - fiore in bocca - che gli lascia pochi giorni di vita. La messinscena rispetta fino in fondo la sapientissima miscela di tragico, grottesco e umoristico presente nel testo.