Teatro Franco Parenti
Teatro Stabile delle Marche

presentano

LA LOCANDIERA
di Carlo Goldoni


con

Compangia Giovani Teatro Franco Parenti:

regia
Andrèe Ruth Shammah

scene Gian Maurizio Fercioni
costumi Piero Castellini
luci Marcello Jazzetti


Dopo il debutto, al teatro Romano di Verona, con il Sior Todero brontolon, Andrée Ruth Shammah, ha immaginato una via diversa di accostarsi a Goldoni, lontana dal realismo, oltre che dal goldonismo, perché attenta ad evidenziare, non solo la leggerezza della lingua goldoniana e la profondità dei caratteri, ma anche il significato del rapporto di coppia oggi, visto alla luce degli scontri generazionali. Questa Locandiera nasce dal desiderio di portare avanti una simile ricerca, con una Compagnia giovane che permetterà alla regista di fare nuovi esperimenti sulla commedia più frequentata dal teatro italiano, proprio per la sua modernità, essendo considerata il primo vero manifesto del femminismo, ben identificato nel personaggio di Mirandolina vista, non come un personaggio avvenente, ma come una scaltra affabulatrice che è riuscita a fare della sua attività il centro stesso della sua vita. Gli uomini che pernottano nella sua locanda, in genere, rimangono affascinati dalla sua loquacità, dai suoi modi garbati, fino a quando non arriva il Cavaliere che diventa il sovvertitore di quell'ordine che Mirandolina era riuscita a creare. Poiché egli interviene sull'idea di "armonia" costruita artatamente da Mirandolina, questa decide di sedurlo per ricomporre l'assetto alterato da quel "corpo estraneo" che frettolosamente si allontana perché incapace di reggere il di lei "teorema", che ha, in fondo, svelato il carattere della sua misantropia, dovuta ad una certa impotenza nel concepire un rapporto con le donne. Al contrario di Mirandolina che non evita gli uomini perché sa tenerli a debita distanza, egli, alla fine, si rivela un giovane che, avendo paura, finisce per sfuggirle. Una Locandiera che guarda all'oggi e al domani proprio come la sua Compagnia.