"I
bambini seno di sinistra" parte da molto lontano, ma nasce soprattutto
dalla voglia di Claudio e mia di cercare una nuova occasione di incontro.
Negli ultimi anni ci eravamo già confrontati su due spettacoli molto
felici e coinvolgenti: Monsieur Malaussene" di Daniel Pennac e La
buona novella di Fabrizio De André. In entrambi i casi complicità
e stima ci avevano aiutato a fare, credo, un buon lavoro. Ma Claudio
desiderava da tempo ritornare a sperimentare stili e linguaggi che
avevano caratterizzato la sua formazione, i suoi primi successi; una
sorta di personalissimo one man show a cavallo tra cabaret e teatro/canzone;
tra performance, invettiva e impegno civile. Siamo partiti da pochissime
suggestioni, molto forti però: gli scritti di Michele Serra, sia quelli
di taglio giornalistico (L'Unità e La Repubblica) sia quelli di andamento
più letterario (Cerimonie, Poetastro, Canzoni Politiche) che volevamo
confrontare e far scontrare con la nostra precedente esperienza su
De André. Abbiamo iniziato a girare Intorno a "Storia di un impiegato",
un disco di Fabrizio uscito nel 1973. In qualche modo confortati anche
da un suggerimento di Dori Ghezzi. Lentamente siamo arrivati a pensare
a una sorta di percorso parallelo che un personaggio (giovanissimo
nel '68 e un po' più adulto oggi) progressivamente compie nel giorno
in cui si trova a faro i conti con la propria vita. Ci incuriosiva
sperimentare materiali, canzoni, melologhi, pensieri e cronache anche
di fonti e nature differenti (quasi tutte non "teatrali") e metterle
alla prova del palcoscenico.
Giorgio Gallione