Compagnia Rossella Falk
presenta

LA BUGIARDA
di Diego Fabbri

con
ROSSELLA FALK
FIORELLA RUBINO
LUCIANO VIRGILIO


regia
Riorgio De Lullo
ripresa da
Rossella Falk


"La bugiarda", scritta da Diego Fabbri per Rossella Falk, ha avuto tre edizioni: nel 1956, 1964,1972. La prima rappresentazione è avvenuta a Milano, Teatro Manzoni, il 21 gennaio 1956. A Roma "La bugiarda" fu rappresentata nella prima e nella seconda edizione al Teatro Quirino. L'ultima edizione al Teatro Valle. Nel 1965 fu rappresentata alla World Theatre Season a Londra con traduzione simultanea. La Falk ricorda che più che la traduzione in tempo reale erano "le mimiche" dei visi degli attori a comunicare le battute al pubblico inglese che decretò allo spettacolo un esito trionfale. I giornali parlarono di "virtuosismo degli attori italiani". Alla prima di Milano, il 21 gennaio 1956, era circolata la voce che l'autore era in ritardo perché stava a Roma a combattere per i "visti" della censura e per ottenerli sarebbe stato costretto a firmare la clausola che la prossima commedia sarebbe stata dedicata alla vita di San Francesco, il che poteva sembrare una barzelletta ma poteva, dati i tempi, essere vera! "La bugiarda" , in effetti, ebbe al suo apparire grossi problemi di censura. La compagnia era la famosa "Compagnia dei Giovani" diretta da Giorgio De Lullo. Nell'edizione del 72 recitarono anche Rina Morelli e Paolo Stoppa. Si ebbe così la più grande compagnia italiana della seconda metà del 900 "Albani-De LuIlo-Falk-Morelli-Stoppa-Valli". Orfeo Tamburi (1910/1994) fu invitato da De Lullo a fare la scena per "La bugiarda" dopo che il regista, che ben conosceva il pittore, vide quattro opere dell'artista a casa della Falk. Il pittore fu felicissimo di accettare l'incarico e ne venne fuori una scena strepitosa di colori e di "aderenza allo spirito dell'opera di Fabbri" che adesso il pubblico, dopo quarant'anni, potrà rivedere in tutta la sua bellezza. Diego Fabbri , a proposito della prima ufficiale a Milano, dichiarò: "il merito di questo spettacolo, per me indimenticabile, va tutto alla regia di De Lullo , alla Falk in Isabella e a Valli nel conte Adriano". In questa nuova edizione Rossella Falk passa il testimone del personaggio di "Isabella" a Romina Modello. La Falk, invece, tornando a recitare nel "suo" romanesco, sarà la madre della bugiarda. Questa edizione della "Bugiarda" è un ricordo e un omaggio all'autore Diego Fabbri e al regista Giorgio De Lullo, di quest'ultimo, infatti, Rossella Falk riprenderà fedelmente la regia. La "prima" è fissata il 28 ottobre 2003 al Teatro Diego Fabbri di Forlì. "La bugiarda" è una commedia comica che, se vogliamo, proviene da quella letteratura beffarda, macchiettista, colorista, superficiale che è la letteratura in dialetto, il sonetto, lo scherzo, l'epigramma del Trilussa minore. Su tutto questo c'è l'invenzione scenica di Fabbri, il divertimento insito nella sua indiscussa tecnica di costruzione delle battute, animate sempre da una vita autentica. Fabbri si divertì enormemente nel costruire "La bugiarda" e questo si avverte in ogni scena. Quando le battute e l'ironia di Fabbri s'incontrarono con la verve di De Lullo, regista, e con l'aria sorniona e bellissima della Falk, fu una gara nelle invenzioni sia di scrittura, che di regia, che di recitazione. A questo va aggiunto che lo scrittore fu visitato da una autentica ispirazione a proposito dell'ambiguità di un mondo bigotto fatto di menzogna e compromesso, dove il personaggio di Isabella è vivo e non riconducibile a schemi. Nella commedia tira un'aria di provincialismo italiano e di un cosmopolismo vaticano tutt'altro che privo di verità. "La bugiarda" è la storia di Isabella, ragazza romana amena, pigra, svagata, di un'assonnata lascivia, che sposa un maestro elementare e fa l'amore con un Cavaliere Vaticano di cappa e spada, e con l'aiuto della madre intrigante e ruffiana, si barcamena tra l'uno e l'altro mentendo, piangendo, lagnandosi, affascinando, languendo e urlando in un giuoco infinitamente furbo e pieno di sfaccettature. Della "Bugiarda" i critici scrissero un gran bene e dissero "La bugiarda ha le gambe lunghe!". Altro che lunghe! "una pièce garbatamente antiromana, uno studio tagliente e piccante sull'arte della bugia, un susseguirsi di situazioni al limite della farsa. Certa classe romana, un sottobosco paraecclesiastico, una madre ruffiana, pratica e senza scrupoli, una serie di personaggi minori azzeccatissimi, compongono un "quadro d'epoca" perfetto e ironico che la cornice scenica di O. Tamburini accoglierà ancora una volta. I forlivesi, nel teatro a lui dedicato, saranno i primi a riascoltare le bugie di un personaggio che sì, le gambe le avute proprio lunghe!!!