Arca Azzurra Teatro
Comune di Carrara,
Comune di Camerino
Armunia Festival della Riviera
presentano

QUATTRO BOMBE IN TASCA
di Ugo Chiti

con
MASSIMO SALVIATI, LUCIA SOCCI, DIMITRI FROSALI,
GIORGIO NOE',
ANDREA COSTAGLI, GIULIANA COLZI

e con
Marco Natalucci, Anna Dimaggio,
Maurizio Lombardi, Francesco Mancini


regia
Ugo Chiti

scene Daniele Spisa
costumi Giuliana Colzi
luci Marco Messeri
suono Roberto Nigro


Primavera 1944. Cinque partigiani presidiano, da alcuni giorni, un'importante postazione collinare. L'immobilitÓ forzata li rende facilmente irritabili, ma Tizzo, momentaneamente a capo del piccolo gruppo, Ŕ uomo capace di mantenere sotto controllo ogni nervosismo. Lontano in un campo sassoso, una contadina detta "Soprana" intona un canto. E' il segnale convenuto per avvertire i partigiani. Sulla strada bianca di polvere avanzano le camionette con i tedeschi, la postazione Ŕ scoperta e deve essere immediatamente trasferita. Questo l'avvio di Quattro bombe in tasca, una vicenda corale che si dipana attraverso alcuni momenti emblematici della guerra partigiana: il rastrellamento, la tortura, la rappresaglia, il sacrificio. I quattro episodi sono collegati dalla narrazione che ha la funzione di "staffetta", ed Ŕ affidata ai protagonisti, Tizzo, Biondo e Fausto. Attorno a questi ci sono uomini e donne, caratteri, sentimenti, voce, situazioni e presenze che attingono alla fonte inesauribile del racconto orale, la memoria collettiva che non deve restare nella storia di un secolo come eco celebrativo, ma continuare il processo di trasmissione dolente e riflessivo. Nella produzione di Arca Azzurra Quattro bombe in tasca Ŕ il secondo appuntamento del progetto "La recita del popolo fantastico". Progetto giÓ avviato con lo spettacolo Il Vangelo dei buffi, incentrato sul tema della religiositÓ nel mondo contadino, in cui Ŕ privilegiato l'aspetto visionario e fantastico. In questo caso la scrittura teatrale deriva dal racconto del partigiano Piero Coccheri, raccolto da un attore della Compagnia che si colloca nelle storie dove sopravvivono fantasmi e apparizioni notturne. L'insolita chiave di lettura ha permesso di accedere all'interno di una memoria drammatica, senza rituali commemorative, per ritrovare il respiro epico e concentrico della ballata popolare.
Ugo Chiti

La memoria della Resistenza, il suo profondo legame con la vita e l'immaginario di tante persone, la necessitÓ tutt'altro che demagogica di preservarne i valori e il ricordo dei fatti, spinge oggi la nostra compagnia teatrale a realizzare uno spettacolo che a quella memoria, a quell'immaginario diano voce e forma poetica. Non una rievocazione sterile e retorica, non una lettura settaria e solo in chiave politica, ma il racconto di fatti, di gente, di luoghi della Resistenza attraverso il filtro straordinario della memoria popolare che di quei fatti, di quelle persone fa una specie di racconto epico insieme doloroso ed esaltante, malinconico e pieno di salace umorismo, combinando continuamente il tono tragico e crudo a quello farsesco.