Arca Azzurra Teatro
Coordinamento Moncalieri Teatro
presentano

GARIBALDI
di Marco Zannoni

con
MARCO ZANNONI

regia
Ugo Chiti

costumi Giuliana Colzi
luci Marco Messeri


1859. Garibaldi è atteso in una villa della bassa padana, poco lontano dal luogo dove dieci anni prima era passato fuggiasco, dopo la sconfitta della sua Repubblica Romana, insieme alla sua amata Anita, morente, e a pochi fedelissimi. Ma oggi la sua popolarità è grandissima, il suo carisma indiscusso. Quindi, festeggiamenti, musica, spettacolo commemorativo, sessanta chili di agnolotti, un fiume di lambrusco generoso per il biondo "eroe dei due mondi". Un riluttante, multiforme, divertente gioco teatrale condotto da Marco Zannoni nelle vesti di "one man show" in una delle sue prove più esilaranti e fantastiche.

Note dell'autore
1849 Repubblica Romana. Garibaldi in fuga, al suo fianco Anita e pochi fidati. Inseguito e braccato. E' imprendibile e affascinante. Garibaldi è l'eroe di ogni frazione di ogni città, l'invitto condottiero della libertà. 1859, dieci anni dopo, due attori, Ermete Ribotti e Palma Pei, ovvero ciò che resta della Regia Compagnia dell'Arte, assistono impreparati e impotenti alla chiusura dei teatri. Il pubblico diserta le sale, è nelle piazze, sulle barricate. E' Garibaldi l'unico grande interprete dei sentimenti popolari. Ermete e Palma vedono l'Eroe come un diretto rivale, un antagonista, un attore dal carisma formidabile che indossa sempre lo stesso costume e che fa a meno di scene e attrezzeria. In una villa del ferrarese fervono i preparativi per l'imminente passaggio del Condottiero che dopo due lustri è di passaggio, diretto a Torino, per quei luoghi che lo videro fuggiasco. Per Furio Cataldi, proprietario terriero, è l'occasione per dar risalto alla sua produzione di vino: con una firma di Garibaldi sulle etichette delle bottiglie riserva l'esportazione è garantita. Sarà celebrata la visita con uno spettacolo commemorativo la vita dell'Eroe; Ermete e Palma dovranno rappresentare nel teatrino di villa Cataldi la vita del "Biondo Eroe di Caprera" davanti allo stesso Garibaldi. E' un Risorgimento minore a cui assistiamo quello raccontato dalle due governanti costrette a "tirare sessanta chili di agnolotti" per gli invitati, è un Risorgimento nostalgico quello di Emma Cataldi, animo nobile e consorte del più terrigno padrone di casa Furio. E' un Risorgimento sudatissimo quello della Banda musicale che prova da tre giorni sotto il sole l'inno di Garibaldi.
Marco Zannoni