Teatro Smeraldo
Musica 90
presentano



XXX
della Compagnia
LA FURA DELS BAUS
(VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI)



regia
Alex Ollé e Carlos Pedrissa


Dopo il grande successo alla prima teatrale a Barcellona dove ha registrato il tutto esaurito, la Fura dels Baus sarà al Teatro Smeraldo di Milano per la prima volta con il nuovo spettacolo. Ispirato al romanzo "La filosofia nel boudoir" del Marchese de Sade, la compagnia catalana propone il nuovo spettacolo dal titolo "XXX", uno spettacolo che ha l'intento di assestare un colpo alla morale ipocrita" del XXI secolo, come afferma la Fura dels Baus XXX è un viaggio nell'erotismo, nella pazzia e nella perversione di una giovane donna chiamata Eugenie, che viene iniziata al sesso da un gruppo di libertini cui fa capo la sensuale porno star Madame Lula. Altro personaggio è Dolmancè, un uomo egoista, crude e intellettualmente vicino a De Sade; e poi c'è Giovanni, fratello di Lula, con cui quest'ultima intrattiene rapporti incestuosi. Noti per un fare teatro che è stato definito "estremo" la compagnia si è sempre distinta per i suoi spettacoli violenti e ipertecnologici, perché il loro fine è quello di scuotere le menti e le convinzioni del pubblico. Non si smentiscono neanche in questa occasione. Molto forte e provocatorio è il linguaggio utilizzato dagli interpreti. E' una serie di flash e situazioni che sfiorano la pornografia: orge, stupri, incesti, sadomaso e mutilazioni genitali passando per pratiche ancora più inusuali. Non sono però queste le parti più oscene della rappresentazione, ma le inaspettate intrusioni del mondo reale. Sul palco sono montati mega schermi dove compaiono le immagini più crude degli scontri in Medio Oriente, l'eleganza irreale delle pubblicità patinate o lo squallido ammiccamento di certi show alla Boncompagni. Lo spettacolo cela un messaggio ben preciso: è una campagna contro la pornografia "Non ci interessava eccitare gli spettatori", dice il regista Alex Ollé, -ma farli riflettere sul sesso che e cambiato molto dai tempi di De Sade. In un mondo virtualizzato anche nella sessualità, crediamo sia importante non lasciare nessuno indifferente, rimettendoli in contatto con la realtà carnale della vita e della morte". Le musiche utilizzate, ricreano un'ambientazione da rito esoterico-iniziatico, anche grazie a un mix di genere che passa dal pop al classico, dall'hard techno al gregoriano.

La musica di Gangbang
Autore delle musiche dello spettacolo: Miki Espuma

Stiamo creando un ponte tra idee contrastanti. Tra il materiale e lo spirituale. Tra composizioni classiche, pop, gregoriane, e techno. La musica innalza lo spirito e provoca inoltre delle erezioni. La musica ha quasi una componente mistica, come un rituale di iniziazione, che accompagna l'evoluzione di una giovane donna che abbandona definitivamente le restrittive regole morali e si avvia alla carriera del sesso e del piacere. La parola chiave per definire la colonna sonora di XXX, che propone una visione critica e sarcastica del mondo della pornografia, è Miscellaneus (vario - eterogeneo), o per usare un linguaggio puramente pornografìco, Gangbang. Usiamo il primo termine perché stiamo lavorando ad un progetto a cui partecipano, con la collaborazione della casa discografica Subterfuge, quindici compositori di stili differenti, ognuno dei quali con la propria visione del sesso. Usiamo il secondo termine perché ridefinisce l'idea da un punto di vista provocativo, con l'utilizzo di stili contrastanti e opposti che, una volta mischiati, o messi uno di fronte all'altro, creano un nuovo modo di "ascoltare il sesso". La musica ha tutte queste qualità e molte altre presunte da ogni individuo in modo diverso (ho visto un uomo dormire beatamente mentre ascoltava musica heavy-metal: la terapia musicale mi fa ridere), ma le regole della società ci obbligano a mettere ogni stile al proprio posto, sacro in una cattedrale e pagano in una discoteca. Il desiderio del progetto musicale Gangbang è di sovvertire queste regole in modo da ottenere un effetto diverso e scioccante, attraverso la ricerca di una nuova formula iconoclastica per suggerire l'atmosfera per la scena o per riposizionare lo spettatore, ad ogni momento della storia, in una dimensione parallela di comprensione.