Compagnia Teatro della Cometa
Società per Attori
presentano


UNA CASA DI BAMBOLA
di Henrik Ibsen

con
MARTA FERRANTI
VINICIO MARCHIONI
ALESSANDRA INGARGIOLA
GIORDANO DE PLANO
GIUSEPPE MARINI

regia
Giuseppe Marini

impianto scenico e costumi Helga H. Williams
disengo luci Roberto Loprencipe


Dopo QUADrat da Samuel Beckett, suo spettacolo d'esordio, la compagnia parol&musica di Giuseppe Marini propone ora una sua rilettura critica, ma non demolitrice, del celebre capolavoro di Ibsen Una casa di bambola, tesa a corrodere la superficie naturalista del testo originale e caratterizzata da una forte impronta antirealista. Nessun descrittivismo scenografico: solo un tappeto bianco e qualche sedia intorno. Il salotto borghese diventa qui un ring dove si combattono match dilanianti, una camera della tortura, un tribunale, una stanza dei gioghi, un luogo dove gli attori-personaggi, sono impegnati in un corpo a corpo col testo, senza mai uscire di scena, restando temporaneamente all'angolo quando non sono impegnati direttamente nel loro round. Tutto è scandito alcuni gong carichi di tristi presagi. Luci e musica si tessono nelle maglie e nelle geometrie drammaturgiche esattissime di Ibsen. Il testo risulta così messo in provetta o sotto radice quadrata per meglio farne venir fuori i rimandi, le concordanze, le rime interne che mettono in discussione il luogo comune di Ibsen quale autore eminentemente realista, tutto votato a una drammaturgia civile, condottiero intransigente di battaglie per la liberazione della donna. In Una casa di bambola c'è di più: è tutta una classe, una società, una cultura ad essere derisa e provocata. Quella classe che, appena nata, mostrava già il volto livido della propria marcescenza.