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I bambini di Via della Scala
si raccontano le fiabe di paura, le leggende delittuose, le storie orrorifiche.
Ma non si tratta di una semplice compilazione, una raccolta di favole,
non uno spettacolo per bambini, tutt'altro. I racconti si intrecciano
con le vite dei narratori in un doppio gioco di rappresentazione dove
il "quotidiano" e il "fiabesco" diventano sublimazione ed esorcizzazione
di paure, angosce e smarrimenti dell'infanzia, in una metaforica riflessione
su un'età indifesa dell'uomo e più in generale in una parabola sull'abuso
e la violenza. La cifra della scrittura è quella consueta dell'alternanza
tra il comico e il tragico, con un linguaggio grottesco, divertito e
allusivo, immerso spesso in una sospensione onirica e insieme con forti
accenti popolari.
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