Progetto U.R.T.
Teatro Stabile di Genova
presenta



MOJO MICKIBO
di Owen McCafferty




regia



La nuova produzione che il PROGETTO U.R.T. allestirà per la stagione 2003/2004 prende corpo da una manifestazione che il teatro di Genova promuove annualmente per sostenere la drammaturgia contemporanea. Mojo Mickibo è infatti il titolo di una delle mise en espace che nel mese di maggio del 2002 furono presentate nel Piccolo Teatro della Corte di Genova, ottenendo di fatto un successo incredibile fin dalla prima rappresentazione grazie alla splendida interpretazione dei due attori e al tocco registico leggero e ritmico. In breve ne nacque un piccolo gioiello che dispiaceva chiudere in un cassetto e nel tempo prese piede l'idea di compiere quel lavoro mettendo in scena uno spettacolo vero e proprio. Ci siamo interrogati a lungo su come promuovere degnamente un testo così tristemente attuale (l'opera parla di terrorismo e di settarismo politico e religioso e sebbene si riferisca alle tensioni dell'irlanda del nord, è facile coglierne l'universalità del tema, il suo essere in qualche modo paradigmatico proprio oggi) e abbiamo deciso di co-produrre lo spettacolo con il Teatro di Genova, che ha l'indiscutibile merito di aver intuito per primo le potenzialità del testo del giovane Owen Mc Cafferty. Ecco che cosa ci ha spinto a richiedere il sostegno del Teatro di Genova e a proporre con coraggio un giovane autore (esponente di rilievo della tanto maltrattata drammaturgia contemporanea): la consapevolezza di produrre uno spettacolo di alto valore culturale, di sicuro successo - una volta tanto già collaudato - e che si riferisca a temi così attuali e importanti senza rinunciare ad una lettura in tono leggero e talvolta umoristico (si ride molto soprattutto dell'insensatezza di certi atteggiamenti degli adulti). In ultima analisi si può dire che è proprio attraverso l'ironia e il divertimento che si accede alle proprie emozioni più profonde circa temi di tale drammaticità e contemporaneità. Motivo in più per promuovere un teatro moderno e impegnato che porti la mente verso la riflessione profonda sul mondo nel quale viviamo, sempre più lacerato da tragici conflitti.

La trama
Il nucleo narrativo è molto semplice due bambini (Mojo e Mickibo) si incontrano nella Belfast dei primi anni settanta e si trovano a vivere in due quartieri diversi: uno al di qua e uno al di là del ponte sul fiume. Nasce tra loro una amicizia che si fonda sull'innocenza feroce dei bambini, le bande, il cinema, i giochi al parco e nella capanna…e sullo sfondo il dramma degli adulti che loro non capiscono, i rispettivi genitori, la donna pila (del cinema), l'autista dell'autobus che loro verrebbero prendere per andare in Bolivia…e così via. Il mondo narrato dai bambini con la loro allegria sfrenata e la loro instancabile voglia di conoscere attraverso un gioco teatrale geniale: i due attori interpretano tutti i ruoli ora visti dai bambini, ora dagli attori, ora dagli stessi bambini divenuti ormai adulti; il tempo si ferma e procede nel futuro o nel passato attraverso un gesto, una parola e allo stesso modo spostandosi nello spazio gli interpreti possono diventare diversi personaggi che stanno contemporaneamente dialogando: in poche parole un vero prodigio virtuosistico che lascia senza fiato gli spettatori fino all'epilogo amaro della scoperta di far parte di due fazioni opposte, i cattolici e i protestanti. Divisi da un ponte che non si può più percorrere liberamente per ritrovarsi ogni giorno. E di fronte all'impossibilità di tornare amici come prima.