Compagnia Gli Ipocriti
diretta da Pasquale Scialò e Melina Balsamo

presenta



QUANDO TORNA LA PRIMAVERA
(groupie)
commedia in due atti di Arnold Wesker
traduzione Donatella Calamita

con
SIMONA MARCHINI
GIGI ANGELILLO

regia
Memè Perlini

scene e costumi Bruno Buonincontri
commento sonoro a cura di Nuccio Siano


Personaggi:
MARK - 65 anni pittore
MATTY - 61 anni casalinga

Groupie è una parola inglese che identifica l'ammiratore in generale, il fan. Ci sono due tipi di "groupies": quelli dei cantanti pop che si strappano i vestiti e vanno in delirio per i loro beniamini e quelli che, oltre ad ammirare l'artista, provano un senso di affetto profondo e si interessano sinceramente alla sua sorte. È una storia deliziosa, dolce e tenera, piena di solitudine e amore. Protagonisti ed unici personaggi sono due anziani signori: un pittore famoso e una signora sua appassionata ammiratrice. Non è una storia di azione, ma una storia di sentimenti, sui sentimenti. La pubblicazione dell'autobiografia di Mark (è questo il nome del personaggio maschile) è l'occasione che li farà "incontrare": Matty (il nome del personaggio femminile) scrive al pittore per congratularsi con lui e quella lettera sarà la prima di una lunga corrispondenza che li porterà ad incontrarsi, ad instaurare un rapporto di amicizia (?), di amore (?). Sarà comunque un rapporto che li solleverà dalla loro solitudine (lei è vedova, lui ha una moglie che, inferma, abita in un'altra ala della casa e che non frequenta da anni). Due vite e due solitudini a confronto: lui famoso, alle spalle una vita esaltante di successi, ricevimenti, premi, lei donna qualsiasi, aspirante pianista che ha lasciato lo studio dello strumento per seguire la famiglia, una vita piatta, fatta di cose semplici e banali.

La storia
Matty scrive a Mark una lettera di congratulazioni. È inoltre rimasta colpita dal fatto che da piccoli abitassero nello stesso quartiere e per caso non si sono mai incontrati. Leggendo l'autobiografia riconosce i luoghi della sua infanzia e nota come, curiosamente, abbiamo un ricordo diverso dei vari angoli e personaggi del quartiere. Pian piano Matti si affeziona sempre di più a questo pittore perché, attraverso l'autobiografia, ne conosce i sentimenti e il pensiero; comincia quindi a sentirsi molto vicina a lui, quasi fosse un amico. Mark corrisponde alle lettere di Matty in modo cortese e formale. È lusingato dai complimenti e dalle attenzioni di questa ammiratrice, le parla della sua ultima produzione e della mostra che presto sarà allestita e dei suoi impegni con la stampa, ma quando lei, dopo un po' di tempo, osa proporgli una visita nel suo studio di pittore, smette di scriverle. Matty dispiaciuta, ma anche preoccupata per questo silenzio, lo va a trovare e scopre che Mark è solo e abbandonato. Un pittore in crisi e in declino. Comincia così a prendersi cura di lui, cerca di confortarlo e di fargli trovare la stima di se stesso, lo convince ad uscire. Mark lo porterà alla National Portrait Gallery dove le insegnerà come avvicinarsi ad un opera d'arte. Nell'ultima scena Matty chiede a Mark di farle un ritratto. Lui accetta a patto che sia nudo. Lei si schermisce, ma alla fine accetta di farsi fare un nudo solo del busto. Una grande e lunga risata autoironica e liberatoria termina questa commedia di Wesker. L'ironia, sempre presente nel testo, rende la storia ariosa, fresca e godibile.